Striscia contro Antiplagio: un’assoluzione e una prescrizione per Panunzio e Barrago. Pubblicate le motivazioni che hanno “attapirato” Antonio Ricci.

6 Giu

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Per esporre su internet gli sviluppi di un processo a suo carico per diffamazione, pendente a Milano, dopo una delle tante querele di Antonio Ricci, Giovanni Panunzio, coord. naz. del comitato di volontariato Osservatorio Antiplagio, il 27 maggio 2010 aveva ripubblicato nel sito antiplagio.org le presunte frasi diffamatorie rivolte a Striscia la notizia ed al suo autore. E Antonio Ricci – assistito dall’avv. Salvatore Pino – aveva riquerelato il responsabile di Osservatorio Antiplagio. Il processo, celebrato a Cagliari, si è concluso nuovamente con l’assoluzione di Giovanni Panunzio – difeso dall’avv. Demetrio Delfino – perché il fatto non costituisce reato. Il Giudice, dr. Andrea Deidda, ha tenuto conto sia dell’esercizio del diritto di cronaca, sia delle quattro prececedenti assoluzioni di Panunzio per affermazioni analoghe. Nelle motivazioni, appena depositate, sono citate infatti le altre sentenze favorevoli a Osservatorio Antiplagio: 2012 (Corte d’Appello di Milano), 2013 (Corte di Cassazione), 2014 (Gip del Tribunale di Cagliari) e 2015 (ancora Gip del Tribunale di Cagliari).
Le asserite frasi diffamatorie, che ben 12 giudici finora non hanno ritenuto tali, erano: “La trasmissione Striscia si dimentica di denunciare i ciarlatani appartenenti alla sua parrocchia, pubblicizzati in ben 200 pagine di teletext di Mediaset. Non è azzardato affermare che parte dei compensi degli autori e conduttori di Striscia la Notizia deriva dai proventi dei sedicenti maghi”.

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In un altro procedimento nel quale lo stesso Giovanni Panunzio, insieme all’illusionista Alfredo Barrago, presidente di Osservatorio Antiplagio, alla fine del 2007 era stato querelato – sempre da Antonio Ricci – per alcune frasi pubblicate nel blog satirico strsclntz.org e ritenute diffamatorie, la Corte d’Appello di Cagliari ha dichiarato prescritto il reato. Riguardo la parte civile, invece, ha comminato agli imputati un risarcimento di 2.000 euro. Si rileva però l’erroneità della decisione, in quanto insufficiente nelle motivazioni a sostenere la sanzione, anche ai soli fini civili. Per tale motivo Giovanni Panunzio e Alfredo Barrago non ricorreranno in Cassazione, ma affronteranno l’eventuale procedimento civile, nella certezza di essere scagionati. È evidente comunque che, in considerazione altresì di tutti i pronunciamenti a suo favore, Osservatorio Antiplagio continuerà a criticare chiunque detenga il potere mediatico e ne faccia un uso opinabile.

Fonte Osservatorio Antiplagio

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Non ce l’ha fatta il bambino malato di otite, “curato” con l’omeopatia. Osservatorio Antiplagio chiede un’indagine su tutti i prodotti omeopatici.

28 Mag

Il 27 maggio 2017 il comitato di volontariato Osservatorio Antiplagio ha presentato una denuncia alle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Ancona e Urbino, e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, in relazione alla morte di un bambino di 7 anni per un’otite bilaterale trattata con prodotti omeopatici. Riportiamo il testo integrale.

A seguito del decesso, presso l’ospedale “Salesi” di Ancona, di un bambino di 7 anni, di nome Francesco, trattato con sostanze omeopatiche per la cura di un’otite bilaterale, il sottoscritto Giovanni Panunzio, in qualità di coordinatore nazionale del Comitato di volontariato “Osservatorio Antiplagio”, che dal 1994 segnala gli abusi di taumaturghi e guaritori, in particolare nei confronti di minori, denuncia quanto segue.
1. In quasi tutte le farmacie italiane sono in vendita numerose confezioni sulle quali campeggiano nomi di specifiche sostanze o insiemi di sostanze, spesso di origine vegetale; suddette confezioni contengono in realtà soltanto acqua, o alcool e altre molecole farmacologicamente inerti (amido, eccipienti vari, ecc.) che nulla hanno che fare con i nomi indicati sulla confezione.
2. In Italia tali prodotti, generalmente presentati come “rimedi omeopatici”, o “medicinali omeopatici”, vengono venduti da una ventina di società, quali: Alfa Omega srl, alfaomega.it (Ferrara); Biofarmex srl, biofarmex.it (Salerno); CE.M.O.N. srl, cemon.eu (Napoli); CSM srl, csm-online.it (Udine); Emerald line srl, emeraldline.it (Gornate Olona, Varese); Guna spa, guna.it (Milano); Homeosyn Italia srl, homeosyn.com (Roma); I.M.O. spa, omeoimo.it (Trezzano Rosa, Milano); Labo’ Life srl, labolife.info (Milano); Laboratoires Boiron srl, boiron.it (Milano); Laboratorio Sodini srl, laboratoriosodini.it (Greve in Chianti, Firenze); Loacker Remedia srl, loackerremedia.it (Bolzano); NAMED spa, named.it (Lesmo, Monza/Brianza); Similia srl, similiaspagiriaomeopatia.it (Milano); Vanda Omeopatici srl, vandaomeopatici.it (Ciampino, Roma); Wala Italia srl, wala.it (Milano); Weleda Italia srl, weleda.it (Milano).
3. Gli omeopati sostengono che, pur in assenza delle sostanze indicate sulla confezione, il “rimedio omeopatico” funziona perché l’acqua (o l’alcool) conservano il ricordo della sostanza prescelta dagli omeopati e producono in tal modo gli effetti favorevoli al paziente che sono ad essa ricollegabili. A tale proposito, negli ambienti dell’omeopatia e nei testi che trattano la materia, si parla di “memoria dell’acqua”. La presunta capacità mnemonica dell’acqua e dell’alcool non trova riscontri nelle leggi scientifiche universalmente riconosciute.
4. La medicina scientifica ascrive i successi vantati dagli omeopati in parte al puro caso (malattie di per sé in fase di regresso) e in parte all’effetto placebo, cioè a meccanismi psicosomatici innescati dalla fiducia del paziente nell’efficacia di un preparato, in maniera del tutto indipendente dalle sue intrinseche caratteristiche.
5. Risultano in tal modo realizzati innumerevoli fatti di vendita, a prezzi paragonabili a quelli dei medicinali, di prodotti – i “rimedi omeopatici” – nei quali non è presente la minima traccia di sostanze curative, ovvero il principio attivo della sostanza indicata; ciò può tradire la fiducia di numerosissime persone con seri problemi di salute.
Il sottoscritto espone tutto ciò affinché l’Autorità Giudiziaria possa perseguire i fatti summenzionati, nell’eventualità che integrino ipotesi di reato, anche in relazione al tragico evento che ha coinvolto il piccolo Francesco.
Osservatorio Antiplagio
@antiplagioblog
antiplagio@libero.it

I maghi di “Masters of Magic” citati in giudizio dall’illusionista Alfredo Barrago

8 Mag

Barrago e la sua esclusiva “Valigia del Mentalista”

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Dopo un esposto presentato alle Procure della Repubblica di Rimini e Parma, Alfredo Barrago, artista cagliaritano conosciuto per i suoi effetti inediti e numeri avveniristici, ha citato in giudizio anche in sede civile “Masters of Magic”, organizzatrice del Campionato Mondiale di Magia “FISM” (Fedération Internationale des Sociétés Magiques, con sede in Svizzera).
Lo riportano in una nota European Consumers, consorzio di associazioni di consumatori, e Osservatorio Antiplagio, comitato di volontariato che proprio con Alfredo Barrago ha sempre smascherato sedicenti maghi e truffatori del settore.
Barrago, che aveva superato tutte le selezioni del Campionato Mondiale di Magia, fino alla finale (finanziata con 43.344€ dal Comune di Parma), era stato poi escluso in barba al regolamento. Il risarcimento che dovrà essere stabilito dal giudice non è legato solo alla performance di Alfredo Barrago, frutto di un anno di preparazione, ma anche alla mancata chance mondiale, alla lesione dell’immagine e ai danni morali. Tra le irregolarità contestate a “Masters of Magic”, che dovranno essere vagliate dall’autorità giudiziaria, spiccano: la composizione disinvolta della giuria e la sostituzione all’ultimo momento di tre giudici (su sei) con tre persone prive del titolo necessario; il mancato rispetto dei tempi di esibizione a beneficio di un altro illusionista; la promozione “a tavolino” di un mago che non ha neanche partecipato.
La notifica della citazione in giudizio, firmata da Alfredo Barrago insieme all’avvocato Vittorio Amedeo Marinelli del Foro di Roma, giunge alla vigilia del Congresso internazionale dei maghi, organizzato proprio da “Masters of Magic” dal 10 al 14 maggio a Saint Vincent.

Fonte
European Consumers
Osservatorio Antiplagio

Ciarlatani pubblicizzati da Mediaset e non spulciati da Striscia: Giovanni Panunzio (Antiplagio) non ha diffamato Antonio Ricci

17 Gen

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Qui in alto Giovanni Panunzio, in basso Antonio Ricci

Venerdì 13 gennaio u.s. il Giudice monocratico del Tribunale di Cagliari, dr. Andrea Deidda, ha assolto – ai sensi dell’articolo 530 del codice di procedura penale – il fondatore di Osservatorio Antiplagio (già Telefono Antiplagio), Giovanni Panunzio, dall’accusa di aver diffamato Antonio Ricci, autore del programma-tv Striscia la notizia, perché il fatto non costituisce reato. Tale piena formula assolutoria rappresenta l’epilogo di un articolato e dibattuto processo penale, conseguente ad alcune presunte frasi diffamatorie, di cui al capo d’imputazione che segue:

<< Del delitto di cui all’articolo 595 – 1°, 2° e 3° comma – c.p. poiché, nella sua qualità di coordinatore del Telefono Antiplagio, redigendo e diffondendo sulla rete internet (mezzo di pubblicità), sito www.antiplagio.org, un comunicato stampa relativo alla trasmissione Striscia la notizia, nel quale si affermava e sosteneva testualmente: “La trasmissione Striscia si dimentica di denunciare i ciarlatani appartenenti alla sua parrocchia, pubblicizzati in ben 200 pagine di teletext di Mediaset. Non è azzardato affermare che parte dei compensi degli autori e conduttori di Striscia la Notizia deriva dai proventi dei sedicenti maghi” (comunicato ripreso e diffuso da altri siti internet), offendeva la reputazione di Antonio Ricci (autore e ideatore della citata trasmissione televisiva), con attribuzione di fatti determinati. In data successiva e prossima al 27 maggio 2010 >>

Il provvedimento di assoluzione fa seguito ad altri pronunciamenti favorevoli a Panunzio, difeso dall’avv. Demetrio Delfino, già intervenuti in procedimenti analoghi con sentenze del 15/6/2012 (Milano, Appello), 5/7/2013 (Roma, Cassazione), 31/10/2014 (Cagliari, Gup) e 23/3/2015 (Cagliari, Gup).
Durante le udienze dibattimentali, protrattesi per oltre un anno, è stata prodotta una mole enorme di documenti che insieme all’audizione di testimoni, tra cui lo stesso Antonio Ricci, assistito dall’avv. Salvatore Pino, hanno ampiamente supportato il verdetto di assoluzione, tecnicamente corretto e conforme alla amplissima attività istruttoria compiuta. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Il comitato di volontariato “Osservatorio Antiplagio” continuerà dunque ad operare nella sua attività di monitoraggio delle pubblicità occulte o ingannevoli e, in particolare, a tutela dei minori contro gli abusi dei “media”.

a.ricci

Il Comitato facebook per il NO aveva previsto esattamente il risultato del referendum!

7 Dic

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Il fondatore del Comitato facebook per il NO al referendum costituzionale, Giovanni Panunzio, aveva previsto con estrema precisione il risultato referendario del 4 dicembre scorso.
I pronostici erano due, ed erano stati pubblicati in momenti diversi: nel gruppo facebook “Il satiro” – http://www.facebook.com/groups/1418911151697578 – e nella pagina dell’Osservatorio Antiplagio – http://www.facebook.com/osservatorioantiplagio. Il primo, datato 30 maggio, diceva: “Pensavo che il referendum sarebbe finito 55% NO, 45% SI. Ma ormai il NO viaggia verso il 60”. Il secondo, postato il 19 novembre, è stato azzeccato in pieno: “Al referendum Renzi perderà 41 a 59, e dirà che con il 41% è legittimato a governare ancora”. Entrambi i post (che vedete sopra e in basso) sono ancora presenti nelle rispettive bacheche e riportati nella pagina del Comitato. Ovviamente Giovanni Panunzio non aveva fatto altre previsioni.
Il Comitato facebook per il NO al referendum costituzionale, gemellato con Osservatorio Antiplagio e nato il 2 maggio u.s. in Sardegna, dove tra l’altro è stata registrata la più alta percentuale di No, ha avuto una media di oltre 20.000 iscrizioni al mese, e il 4 dicembre ha superato le 150.000 adesioni. Alla fine della campagna elettorale è risultato il gruppo più numeroso d’Italia.
Cagliari, 7/12/2016
Comitato facebook per il NO al referendum costituzionale
http://www.facebook.com/groups/1000483656706451
Osservatorio Antiplagio
antiplagio@libero.it

previsione2

Antiplagio news – A “L’Italia che dice sì” e ai 10.000 comitati di Matteo Renzi pro riforma costituzionale, risponde il “Comitato facebook per il NO al referendum” confermativo. 10.000 adesioni in 5 giorni!

6 Mag

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 29-08-2014 Roma (Italia) Politica Palazzo Chigi - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi offre il gelato ai giornalisti alla fine del Consiglio dei Ministri ironizzando sulla copertina dell'ultimo numero dell'Economist Nella foto Matteo Renzi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 29-08-2014 Rome (Italy) Matteo Renzi offers ice cream to all journalists at the end of the Council of Ministers In the photo Matteo Renzi
Matteo Renzi mentre pensa “I have a cream”

Osservatorio Antiplagio – Comunicato stampa
Nello stesso giorno in cui il Presidente del Consiglio annuncia “L’Italia che dice sì” e l’insediamento di 10.000 comitati a favore della riforma costituzionale, nasce il Comitato facebook per il NO al referendum confermativo: http://www.facebook.com/groups/1000483656706451. L’iniziativa è dell’associazione di volontariato Osservatorio Antiplagio. Nella presentazione si legge: “Contrastiamo la deriva oligarchica e plutocratica voluta da Matteo Renzi, finalizzata a mettere il Paese sotto dettatura. Iscrivetevi e iscrivete tutti i vostri amici, soprattutto quelli che hanno a cuore le sorti dell’Italia democratica”. Il gruppo è accompagnato da una colonna sonora, il brano “NO” eseguito dalla cantante americana Meghan Trainor, e da una foto-frame della famosa scena della dettatura della lettera contenuta nel film “Totò, Peppino e la malafemmina”. In appena 5 giorni il Comitato per il NO ha raggiunto e superato 10.000 iscrizioni. Resterà operativo per sei mesi.
@antiplagioblog – antiplagio@libero.it

Diatriba “Striscia-Antiplagio” Giovanni Panunzio pubblica gli atti dei processi contro di lui, scaturiti dalle querele di Antonio Ricci e Mediaset per alcune presunte diffamazioni.

26 Apr

la-disinformazione-schiavi-moderni
(disegno tragicomico.it)

Il fondatore e coordinatore nazionale di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, sta pubblicando online in ordine cronologico (senza commentare) i capi di imputazione e le relative sentenze – passate in giudicato – scaturite dalle numerose querele e cause intentate nei suoi confronti da Mediaset, Antonio Ricci e Striscia la notizia, sentitisi diffamati da Panunzio e, in qualche occasione, anche da Alfredo Barrago, ex presidente di Telefono Antiplagio (prima che diventasse Osservatorio). Alcuni documenti sono già visibili nei profili facebook e twitter di Giovanni Panunzio. Seguiranno tutti gli altri, con cadenza più o meno settimanale: si parte dal 2002 e si arriva ai giorni nostri. La pubblicazione è ripresa anche nei siti antiplagio.it e antiplagio.org.

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(vignetta losai.eu)