Antiplagio news – A “L’Italia che dice sì” e ai 10.000 comitati di Matteo Renzi pro riforma costituzionale, risponde il “Comitato facebook per il NO al referendum” confermativo. 10.000 adesioni in 5 giorni!

6 Mag Foto Roberto Monaldo / LaPresse
29-08-2014 Roma (Italia)
Politica
Palazzo Chigi - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi offre il gelato ai giornalisti alla fine del Consiglio dei Ministri ironizzando sulla copertina dell'ultimo numero dell'Economist
Nella foto Matteo Renzi

Photo Roberto Monaldo / LaPresse
29-08-2014 Rome (Italy)
Matteo Renzi offers ice cream to all journalists at the end of the Council of Ministers
In the photo Matteo Renzi

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 29-08-2014 Roma (Italia) Politica Palazzo Chigi - Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi offre il gelato ai giornalisti alla fine del Consiglio dei Ministri ironizzando sulla copertina dell'ultimo numero dell'Economist Nella foto Matteo Renzi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 29-08-2014 Rome (Italy) Matteo Renzi offers ice cream to all journalists at the end of the Council of Ministers In the photo Matteo Renzi
Matteo Renzi mentre pensa “I have a cream”

Osservatorio Antiplagio – Comunicato stampa
Nello stesso giorno in cui il Presidente del Consiglio annuncia “L’Italia che dice sì” e l’insediamento di 10.000 comitati a favore della riforma costituzionale, nasce il Comitato facebook per il NO al referendum confermativo: http://www.facebook.com/groups/1000483656706451. L’iniziativa è dell’associazione di volontariato Osservatorio Antiplagio. Nella presentazione si legge: “Contrastiamo la deriva oligarchica e plutocratica voluta da Matteo Renzi, finalizzata a mettere il Paese sotto dettatura. Iscrivetevi e iscrivete tutti i vostri amici, soprattutto quelli che hanno a cuore le sorti dell’Italia democratica”. Il gruppo è accompagnato da una colonna sonora, il brano “NO” eseguito dalla cantante americana Meghan Trainor, e da una foto-frame della famosa scena della dettatura della lettera contenuta nel film “Totò, Peppino e la malafemmina”. In appena 5 giorni il Comitato per il NO ha raggiunto e superato 10.000 iscrizioni. Resterà operativo per sei mesi.
@antiplagioblog – antiplagio@libero.it

Diatriba “Striscia-Antiplagio” Giovanni Panunzio pubblica gli atti dei processi contro di lui, scaturiti dalle querele di Antonio Ricci e Mediaset per alcune presunte diffamazioni.

26 Apr

la-disinformazione-schiavi-moderni
(disegno tragicomico.it)

Il fondatore e coordinatore nazionale di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, sta pubblicando online in ordine cronologico (senza commentare) i capi di imputazione e le relative sentenze – passate in giudicato – scaturite dalle numerose querele e cause intentate nei suoi confronti da Mediaset, Antonio Ricci e Striscia la notizia, sentitisi diffamati da Panunzio e, in qualche occasione, anche da Alfredo Barrago, ex presidente di Telefono Antiplagio (prima che diventasse Osservatorio). Alcuni documenti sono già visibili nei profili facebook e twitter di Giovanni Panunzio. Seguiranno tutti gli altri, con cadenza più o meno settimanale: si parte dal 2002 e si arriva ai giorni nostri. La pubblicazione è ripresa anche nei siti antiplagio.it e antiplagio.org.

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(vignetta losai.eu)

La petizione Antiplagio contro gli spot su gioco d’azzardo e alcolici, accolta dal Parlamento Europeo, approda in Consiglio Comunale a Quartu Sant’Elena

18 Apr EF2
disperazione da gioco compulsivo

Crisi  e  disperazione  da  gioco  compulsivo

Il 5 aprile 2016 il Consigliere di maggioranza di Quartu Sant’Elena, Enrico Frau del gruppo “Quartu riparte”, prendendo spunto dalla petizione inviata dal comitato di volontariato “Osservatorio Antiplagio” al Parlamento Europeo – che ha dichiarato ricevibile l’istanza – contro le pubblicità del gioco d’azzardo e delle bevande alcoliche, ha rivolto una “Raccomandazione” agli assessori alla Pubblica Istruzione e ai Servizi Sociali del Comune e all’intera Giunta affinché si impegnino con attività di prevenzione ed informazione, nello specifico contro le ludopatie che affliggono il territorio quartese e tutta l’Area vasta, compresa Cagliari, la città capoluogo. Nella “Raccomandazione” il Consigliere FRAU ha affermato : “E’ risaputo che il gioco d’azzardo provoca danni gravi, come altre dipendenze, vedasi il fumo. Eppure in Italia la pubblicità del fumo è vietata, mentre non lo è quella del gioco d’azzardo”. Sono “pubblicità che imperversano su tutti i media italiani e condizionano le persone più deboli, in particolare i minori. Non da molto anche il Parlamento Europeo – continua la “Raccomandazione” – ha preso posizione su tale forma di condizionamento che danneggia milioni di famiglie e nega loro un diritto elementare, qual è la salute, insieme alla giustizia sociale ed economica. Chiedo un’azione di intervento – conclude Enrico Frau – per aggredire il problema, anche valutando il coinvolgimento della nuova realtà metropolitana”.
Il fondatore di “Osservatorio Antiplagio”, Giovanni Panunzio, esprime grande soddisfazione per l’iniziativa: è la prima volta infatti che la petizione in questione viene resa pubblica in un’assemblea consiliare. Quartu Sant’Elena, tra l’altro, è la terza città della Sardegna e ha un bacino d’utenza di oltre 70 mila abitanti. L’Area vasta comprende 16 Comuni e 431 mila residenti.

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Il Consigliere Enrico Frau del gruppo “Quartu riparte”

Panama Papers: saranno pubblicati anche nel blog cartedipanama.it i nomi degli italiani coinvolti

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Venerdì 8 aprile 2016 il settimanale l’Espresso pubblicherà i nomi degli italiani coinvolti nello scandalo sui milioni di dollari e di euro depositati a Panama, per aggirare e raggirare l’Agenzia delle Entrate. Panama è uno dei paradisi fiscali più gettonati al mondo, dopo Hong Kong, Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti.
Anche il sito italiano cartedipanama.it, in collaborazione con Osservatorio Antiplagio, riporterà (insieme ad eventuali aggiornamenti) i nomi dei nostri connazionali che hanno utilizzato società off-shore di comodo per dirottare i loro sostanziosi “risparmi” in Centro America. Non mancheranno le sorprese.
Intanto la Procura della Repubblica di Torino ha già avviato un’inchiesta.

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Il Parlamento Europeo accoglie la petizione di Osservatorio Antiplagio contro gli spot pubblicitari di alcolici e gioco d’azzardo in Italia.

20 Mar
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(fonte immagine spotstop.org)

Il Parlamento Europeo ha dichiarato ricevibile la petizione contro le pubblicità degli alcolici e del gioco d’azzardo in Italia, presentata un anno fa dal docente di Religione Giovanni Panunzio, fondatore di Osservatorio Antiplagio: comitato di volontariato che da oltre vent’anni monitora i “media” e ne denuncia i contenuti osceni, violenti e diseducativi, insieme alle pubblicità occulte, ingannevoli e non veritiere.
Ecco il testo della petizione: “E’ risaputo che il gioco d’azzardo e gli alcolici provocano danni molto gravi, come altre dipendenze, tra cui il tabacco. Eppure in Italia la pubblicità del fumo è vietata, mentre quella del gioco d’azzardo e degli alcolici no. Poiché nel mio caso specifico, in particolare nell’ambito in cui svolgo da insegnante la mia attività professionale, ho vissuto e vivo situazioni drammatiche legate alla dipendenza da gioco d’azzardo e dal consumo di bevande alcoliche, determinati dalle loro pubblicità che imperversano su tutti i media italiani e condizionano le persone più deboli, in particolare i minori, ritengo che l’Italia non debba continuare ad istigare i propri cittadini a farsi del male e a contrarre patologie tra le più devastanti. Chiedo pertanto al Parlamento Europeo di: 1) intervenire su tale forma di manipolazione e/o condizionamento mediatico, indegno di un Paese civile, che danneggia milioni di famiglie e nega loro un diritto elementare, qual è la salute, insieme alla giustizia sociale; 2) chiedere lumi all’Italia del perché sui pacchetti di sigarette è riportato che provocano malattie mortali, mentre sulle bottiglie di alcolici e superalcolici, che provocano cirrosi epatica, stati alterati di coscienza ed altre gravi patologie, non è riportato alcunché. L’articolo 32 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Anche la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea recita: “Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”, e sancisce: “Il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro”. Le contraddizioni e le incongruenze, dunque, sono evidenti”.
A questo punto le lobbies politiche e degli editori riusciranno autonomamente a rinunciare agli interessi ed agli incassi provenienti dalla carne viva degli “ultimi”, degli indifesi? E i cosiddetti vip che dovrebbero dare l’esempio, mentre invece si svendono alle agenzie pubblicitarie per qualche spot in più, la smetteranno prima o poi di istigare anch’essi all’autolesionismo i cittadini più deboli?
Nell’immagine che segue, la lettera di ricevibilità inviata a Giovanni Panunzio dal Presidente della Commissione per le Petizioni.

P.E.

Dubbi su “Veline”: prima prosciolto, poi condannato a 516€ di multa. E il fondatore di Osservatorio Antiplagio querela Antonio Ricci e ricorre in appello: leso il diritto di difesa.

14 Mar

afrikasi

(fonte afrikasi.org)

Il fondatore di “Osservatorio Antiplagio” Giovanni Panunzio è stato condannato dal Giudice monocratico del Tribunale di Cagliari a 516 euro di multa per aver diffamato Antonio Ricci, autore di “Striscia la notizia”. Nel settembre 2008 Panunzio aveva messo in dubbio su internet la selezione delle “Veline”, le vallette di Striscia, dopo che all’Antiplagio erano giunte alcune segnalazioni sulla regolarità del concorso ed altri organi di stampa online avevano manifestato le medesime perplessità. In un primo tempo il procedimento era stato archiviato dal GUP di Cagliari, ma Ricci aveva fatto ricorso in Cassazione, e la Cassazione aveva rinviato il procedimento ad altro GUP, per stabilire la verità del fatto. Il nuovo GUP del Tribunale di Cagliari aveva dunque disposto il giudizio per Giovanni Panunzio. Ma all’udienza del 20 gennaio 2016, quando è stato sentito Antonio Ricci, l’Organo giudicante non ha permesso alla difesa di contro-interrogare l’autore di Striscia, a proposito di alcuni fatti da lui narrati, relativi ai pregressi contenziosi giudiziari con Panunzio. Tra l’altro Ricci, proprio durante l’interrogatorio, ha pesantemente offeso il fondatore di “Osservatorio Antiplagio”, associandolo alla “banda dei sardi” (testuale) e definendolo “diffamatore seriale”. Forse non ricordava che Giovanni Panunzio è incensurato. Per tale motivo il 10 marzo 2016 l’autore di Striscia è stato querelato presso la Procura della Repubblica di Cagliari. Sempre il 10 marzo il legale di fiducia di Panunzio, avvocato Demetrio Delfino, aveva presentato una memoria al Giudice sulla lesione del diritto di difesa, che non è stata presa in considerazione. L’Organo giudicante ha anche stabilito che Giovanni Panunzio dovrà pagare 2.500 euro di spese legali alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Salvatore Pino, e versare un risarcimento totale di 5.000 euro ad Antonio Ricci, che saranno devoluti al gruppo “Abele” di don Ciotti. Il fondatore di “Osservatorio Antiplagio” che, per protesta, alla lettura della sentenza non era presente, farà ricorso in appello con la certezza che il giudizio di primo grado sarà azzerato, visto che non si è potuto difendere come prevedono le norme italiane e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
antiplagio@libero.it
@antiplagioblog
14/03/2016

Antiplagio news – Savona, assolto per 2 frasi su 3 l’avv. Vittorio Amedeo Marinelli: aveva criticato Striscia e Antonio Ricci. Condanna di 400€ per l’ultima asserzione. Annunciato ricorso in appello e querela contro Ricci.

5 Mar

a.ricci

Antonio Ricci riflette (foto youtube Radiophonica)

Con una sentenza che ha lasciato sbigottiti l’imputato, i suoi legali Roberto Suffia e Giuseppe Iannotta e, probabilmente, lo stesso Pubblico Ministero, si è appena concluso a Savona il primo grado del processo penale per diffamazione contro l’avvocato romano e presidente di European Consumers, Vittorio Amedeo Marinelli, intentato da Antonio Ricci, titolare di tutta “Striscia la notizia”, ma evidentemente non del relativo sito internet.
Le affermazioni per le quali Marinelli era chiamato a rispondere risalgono al 12 gennaio 2010 quando, durante la trasmissione del mattino di Rai 3 “Cominciamo bene”, ebbe modo di ripetere le stesse dichiarazioni rese a suo tempo da Giovanni Panunzio, fondatore dell’Osservatorio Antiplagio, sul fatto che Striscia non denuncia i sensitivi e i veggenti pubblicizzati nel Mediavideo di Mediaset. Dichiarazioni per le quali nel 2012 e 2013 Panunzio è stato assolto sia in appello, che in Cassazione. A queste affermazioni l’avvocato Marinelli aggiunse, sempre in trasmissione, una supplica rivolta al soggetto sbagliato, Antonio Ricci, per un procedimento sbagliato: ossia l’invito a rinunciare a una querela contro Giovanni Panunzio e, soprattutto, ai 20.000 euro di spese legali che stavano “dissanguando” lo stesso Panunzio. Solo dopo si è scoperto che i 20.000 euro non erano dovuti a Ricci, come detto da Marinelli nella trasmissione di Rai 3, ma al titolare del sito di Striscia; e non per una querela, bensì per un procedimento civile contro il sito-parodia striscialanotizia.net, realizzato da Giovanni Panunzio, che faceva il verso a quello di Striscia. Infatti tale procedimento, ancora pendente in Cassazione, non era stato promosso da Antonio Ricci, ma dal titolare del sito internet di Striscia: RTI, proprietaria delle reti televisive dove Striscia viene trasmessa.
Nonostante l’Organo Giudicante abbia assolto l’avvocato Marinelli per gran parte delle presunte frasi diffamatorie, riguardanti soprattutto il fatto che Striscia non denuncia i sensitivi e i veggenti pubblicizzati nel Mediavideo di Mediaset, ha ritenuto sussistere invece la diffamatorietà nelle ultime parole di Marinelli: “se Antonio Ricci volesse rinunciare alla querela e ai 20.000 euro che stanno dissanguando…”, condannando il presidente di European Consumers, paladino dei consumatori, a 400 euro di multa (oltre le spese).
Il PM, al termine di un’istruttoria definita da egli stesso “simile a quella della strage di Ustica”, aveva chiesto l’assoluzione totale dell’imputato. Indubbiamente, dopo essere stato costretto ad imbastire un processo al quale non ha mai creduto, proponendo l’archiviazione fin dalle indagini preliminari, non ha cambiato idea.
“Ovvio che non sono scemo, che faccio appello e vado pure in Cassazione, se necessario, e rinuncio perfino alla prescrizione – ha dichiarato l’avvocato Marinelli dopo la sentenza – perché non sono disposto a dare 4.200 euro all’avvocato di Ricci e 2.000 euro all’ideatore-autore di Striscia, solo perché non è titolare del sito internet della sua creatura e perché ho sbagliato in diretta tv a citare un procedimento tra i 12 o 13 iniziati da RTI, Striscia e Ricci contro il fondatore di Osservatorio Antiplagio”.
“Il mio assistito – ha dichiarato poi l’avvocato Giuseppe Iannotta – non sapeva che il sito internet di Striscia non fosse di Ricci come, probabilmente, non lo sa nessuno. Questo formalismo ci lascia perplessi perché il sito di Striscia è certamente funzionale alla trasmissione. Siamo comunque soddisfatti per la parziale assoluzione. Quello che è certo – ha proseguito il penalista – è che la prossima settimana depositeremo noi una denuncia penale nei confronti di Antonio Ricci perché, durante questo processo, l’avvocato Marinelli e il fondatore di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, sono stati pesantemente offesi dal titolare di Striscia, ma non titolare del relativo sito internet”.

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Tarocchi su cui né Striscia, né le Iene indagano (fonte Mediavideo Mediaset)