Giovanni Panunzio, fondatore di Osservatorio Antiplagio, assolto in appello: non ha diffamato Striscia e Ricci

26 Giu

Il 15 giugno 2012 la Corte d’Appello di Milano, ribaltando la sentenza del 24 febbraio 2011, ha assolto il fondatore di Osservatorio Antiplagio, prof. Giovanni Panunzio dall’accusa di aver diffamato Antonio Ricci e Striscia la notizia. Per i giudici di secondo grado il fatto non costituisce reato. Il 16 febbraio 2006, dopo aver testimoniato al processo contro Wanna Marchi, Panunzio aveva contestato a Ricci, a proposito delle battaglie di Striscia contro i sedicenti maghi, di usare due pesi e due misure, ovvero di dimenticarsi di bacchettare i ciarlatani appartenenti alla sua “parrocchia”, pubblicizzati in oltre 200 pagine del teletext di Mediaset. “Non è azzardato affermare – aveva aggiunto Panunzio – che parte dei compensi degli autori e conduttori di Striscia la notizia deriva dai proventi dei sedicenti maghi”. In primo grado il prof. Panunzio era stato condannato al pagamento di 500 euro di multa e ad un risarcimento di 5.000 euro alla parte civile. Dopo la sentenza dell’assoluzione in appello, Antonio Ricci ha detto che ricorrerà in Cassazione. Giovanni Panunzio si è limitato a dire: “Striscia la giustizia”. Striscia la notizia, invece, ha diffuso una nota in cui ha affermato: “E’ falso che Striscia utilizzi due pesi e due misure, avendo trasmesso di fronte a milioni di telespettatori anche accuse contro maghi pubblicizzati nel teletext di Mediaset”. Osservatorio Antiplagio fa notare che queste asserite accuse di Striscia contro i maghi di Mediavideo, che non ci sono mai state, in ogni caso non possono che essere successive alle dichiarazioni di Panunzio del 16 febbraio 2006, per le quali è stato querelato. E’ Striscia quindi che dice il falso. Lo stesso Ricci infatti, nel processo di primo grado, interrogato dal pm, ha affermato di non sapere che ci fossero maghi che facevano pubblicità su Mediavideo, ammettendo di fatto che non erano mai stati oggetto di alcuna critica da parte di Striscia. Si può essere più furbi? Giovanni Panunzio comunque ha già chiesto ad Antonio Ricci – che a suo tempo aveva immediatamente pubblicato la notizia della condanna di primo grado nel sito di Striscia (www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2011/02/24/news_6358.shtml) – di usare la stessa tempestività per pubblicare anche la notizia dell’assoluzione. O Ricci vorrà dare ragione ancora una volta a Panunzio a proposito di “due pesi e due misure”?

Il Gabibbo e Antonio Ricci non sono per niente originali

Il Gabibbo e Antonio Ricci non sono per niente originali

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