Archivio | gennaio, 2014

Osservatorio Antiplagio – Reliquia di Wojtyla trafugata a L’Aquila, dati sul satanismo in Abruzzo e in Italia (nelle foto: la reliquia e Giovanni Panunzio, fondatore Antiplagio)

29 Gen
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Dopo il furto avvenuto a L’Aquila della reliquia del sangue di Papa Wojtyla, Osservatorio Antiplagio ha ventilato a ragion veduta la pista satanica perché ha esaminato la situazione delle sètte abruzzesi segnalategli dal 1994 ad oggi. Non escludendo che eventuali satanisti possano anche provenire da altre regioni, l’Abruzzo conta sparuti gruppi satanici, ma svariate denunce di profanazioni e messe nere.
A Pescara nel 1998 e’ stata individuata una setta femminile devota al demone femmineo Volac, evocato nei giorni precedenti il primo febbraio, data del capodanno satanico.
Dal 2000 al 2006 nell’aquilano sono state rinvenute tracce e disegni di pratiche riconducibili al satanismo millenaristico, tra cui reperti di rituali sacrificali nelle tombe profanate dei cimiteri di Santo Iona e Paterno. Simboli satanici sono stati ritrovati anche nella Valle Roveto.
Nel 2008 a Civitella Messer Raimondo e’ stato devastato il camposanto, dove vengono sepolti i bambini morti prematuramente.
Nel 2009 ad Avezzano ignoti vandali hanno imbrattato i muri della Curia e di una libreria cattolica, con croci rovesciate e scritte inneggianti alla violenza. Nello stesso anno in Cattedrale due ragazzi sono stati sorpresi a scheggiare con un coltello un’immagine del Cristo.
In tutto il circondario, tra il 2008 e il 2010, la Procura della Repubblica di Avezzano ha aperto un fascicolo su diversi episodi, come il furto delle ceneri di fra’ Tommaso da Celano: dopo aver svuotato l’ampolla, i ladri l’hanno rimessa al proprio posto. Gli esperti e le autorita’ avevano detto allora che generalmente le ceneri e le reliquie vengono utilizzate per le messe nere.
Nel 2012 al cimitero di Canistro sono state profanate due tombe. Sempre nel 2012, a Vasto, sono stati scoperti riti satanici all’interno del palazzo Genova-Rulli, con una bambola dagli occhi rovesciati appesa al soffitto ed un pentacolo azzurro sulla fronte, insieme a liquidi organici immolati al demonio.
Nel 2013 a Ripa Teatina e’ stata segnalata una struttura sanitaria abbandonata, utilizzata per rituali satanici e violenze su giovani ragazze.

Nel resto d’Italia i numeri dei gruppi satanici sono i seguenti: Basilicata 4, Calabria 15, Campania 38, Emilia Romagna 38, Friuli Venezia Giulia 5, Lazio 50, Liguria 24, Lombardia 65, Marche 22, Molise 2, Piemonte 54, Puglia 33, Sardegna 13, Sicilia 45, Toscana 37, Trentino Alto Adige 3, Umbria 10, Valle D’Aosta 2, Veneto 35.

Le segnalazioni sul satanismo giunte al comitato Antiplagio dal 1994 sono state circa 2.200. L’eta’ media dei cittadini coinvolti e’ 35 anni: di questi il 53% sono donne, il 47% uomini.
I delitti piu’ comuni associati alle pratiche sataniche sono: offesa alla religione mediante vilipendio di persone o cose, furto, violenza carnale, maltrattamenti, tortura e uccisione di animali, profanazione di chiese, necrofilia, uso di stupefacenti, vilipendio di tombe, induzione al suicidio, omicidio.

Per Osservatorio Antiplagio
Coord. naz. Giovanni Panunzio
info@antiplagio.org
Tel. +39.338.8385999

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Dubbi su “Veline”: Panunzio (Antiplagio) non ha diffamato Ricci (Striscia). Il fatto non costituisce reato.

19 Gen

Image Nella foto l’avvocato Salvatore Pino vede un fulmine a ciel sereno (fonte bergamonerazzurra.com)

Dopo che il 16 gennaio 2014 il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Cagliari, Gianpaolo Casula – in linea con la richiesta della difesa e del pm Marco Cocco – ha sentenziato il non luogo a procedere, perché il fatto non costituisce reato, nei confronti del fondatore di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, dall’accusa di aver diffamato Antonio Ricci (Panunzio aveva messo in dubbio la regolarità della selezione delle “veline” del 2008), Striscia la notizia e l’avv. Salvatore Pino, legale di fiducia di Ricci, hanno diffuso un comunicato. Ad esso hanno risposto il difensore di Giovanni Panunzio, avvocato Demetrio Delfino, ed il suo assistito.

Scrive l’avv. Pino: “Con profondo rammarico, apprendiamo del proscioglimento di Giovanni Panunzio davanti al Gup del Tribunale di Cagliari. Era accusato di diffamazione per avere insinuato che il concorso Veline sarebbe stato caratterizzato da irregolarità nella selezione. La decisione giunge come un fulmine a ciel sereno considerando la gravità delle affermazioni e gli argomenti addotti da Panunzio circa la asserita verifica svolta sulla verità del fatto. Le sue fonti sarebbero infatti, a suo dire, costituite da alcuni blog e siti internet e da telefonate che gli segnalarono voci presenti in rete al riguardo. Ricorreremo certamente in Cassazione per stabilire quali siano i parametri di valutazione del corretto esercizio del diritto di cronaca e di critica, che dalla giurisprudenza è stato sempre riconosciuto solo sulla scorta della prova rigorosa della verità del fatto o, comunque, di un’accurata verifica. Attendiamo dunque con ansia di leggere la motivazione della sentenza”.

Replica l’avv. Delfino: “Rileviamo con particolare meraviglia il comunicato stampa tramite il quale Striscia la notizia ha reso noto il proprio stupore per il proscioglimento del prof. Giovanni Panunzio davanti al G.U.P. del Tribunale di Cagliari in data 16 Gennaio 2014. Lo stesso docente era accusato di diffamazione per avere insinuato che il concorso Veline, edizione 2008-2009, sarebbe stato caratterizzato da irregolarità nella selezione. Ed infatti la decisione del G.U.P. di Cagliari appare corretta, sia in punto di fatto, che in punto di diritto. Il prof. Panunzio non solo ha utilizzato espressioni assolutamente equilibrate e continenti, ma si è rifatto a precise fonti e a numerose segnalazioni ricevute. E’ inoltre davvero di rilievo evidenziare che la decisione del G.U.P. appare perfettamente in linea con la più recente giurisprudenza della Cassazione la quale, guarda caso, ed in particolare la sentenza n. 2125 del 05/07/2013, riguarda altro procedimento tra il prof. Panunzio e il sig. Ricci, conclusosi con il rigetto del ricorso proposto dal medesimo Ricci”.

Commenta Giovanni Panunzio: “Ogni qualvolta una sentenza dà torto ad Antonio Ricci e soci, è un continuo, un profondo, un incommensurabile rammaricarsi, meravigliarsi, sorprendersi e… se conoscete altri sinonimi, aggiungeteli. Sembra che le tribune-tv, da vent’anni a questa parte e dall’alto della loro “tuttologia”, siano diventate più competenti dei tribunali. Comprendo l’ansia dei perdenti, in attesa delle motivazioni del GUP, visto che la Cassazione nel 2013 ha già respinto un loro ricorso contro una sentenza di assoluzione del sottoscritto, accusato sempre e ingiustamente di averli diffamati. Non comprendo invece la loro decisione di ri-ricorrere comunque in Cassazione, se non per alimentare quell’ansia, oltre la rèclame gratuita che mi stanno facendo: è una delle accuse che mi rivolgono regolarmente nelle querele, come se io criticassi Striscia la notizia per farmi pubblicità, pur non avendo niente da vendere. Invece poi sono loro che me la fanno: boh! Attendo dunque anch’io, con ansia, di leggere le motivazioni del mio analista. E a qualcuno, privo di senso dell’humor, faccio notare che la frase precedente a questa era una battuta”.

Image Nella foto Antonio Ricci si auto-tapira (fonte tv.fanpage.it)