Archivio | agosto, 2014

Osservatorio Antiplagio: 262 euro o #262acasa? Sting, se ci sei batti un colpo!

28 Ago

valelodo

Il coordinatore nazionale di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, rende noto che dopo il ventilato licenziamento di 262 dipendenti della sede di Palermo dell’azienda “Accenture”, a seguito della rescissione del contratto da parte di British Telecom, è scattata una febbrile gara di solidarietà, con un hashtag – #262acasa – che sta facendo il giro del web e sta coinvolgendo gente comune e artisti famosi, tra cui i cantanti Caparezza, Enrico Ruggeri e Mario Biondi, le attrici Valentina Lodovini e Barbara De Rossi, e l’attore Alessandro Gassmann (v. www.facebook.com/pages/262acasa/324324411070030): personaggi che con le loro foto, nelle quali appare in evidenza la scritta #262acasa, intendono sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica su 262 famiglie che presto non avranno di che vivere. 

mariobiondi
Nelle stesse ore – continua Giovanni Panunzio – il cantante Sting, come riporta il Telegraph online (http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/11057371/Help-harvest-Stings-Tuscan-grapes-olives-for-200-a-day-you-pay-him.html), proprietario di 365 ettari di terreno nel Chianti, ha dato vita ad un’iniziativa parallela che in questo momento poteva risparmiarsi. Il cantante inglese, infatti, ha invitato i clienti abituali della sua tenuta in Toscana ad aggiungere un sovrapprezzo, proprio di 262 euro al giorno, per raccogliere le olive e fare un’esperienza antistress, oltre a provare l’ebbrezza di lavorare con i suoi operai. E la notizia sta avendo ampio risalto. Il fatto che la British Telecom e Sting siano ambedue inglesi e che la cifra di 262 euro corrisponda al numero esatto dei dipendenti di “Accenture” che saranno licenziati, probabilmente sono coincidenze. In ogni caso non sarebbe meglio che il cantante di Newcastle, per non mortificare ancora di più 262 famiglie e per dare maggiore risalto alla loro situazione, facesse marcia indietro e partecipasse alla gara di solidarietà a loro sostegno?

(nelle foto l’attrice Valentina Lodovini e il cantante Mario Biondi)

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Origine del detto “In bocca al lupo” (by Giovanni Panunzio, idr e coord. naz. Antiplagio)

22 Ago

Origine del detto “in bocca al lupo”

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I lupi sentono molto forte l’odore dell’uomo, soprattutto se si trova nelle vicinanze della loro tana. Quando l’uomo toglie il disturbo, cambiano rifugio perché percepiscono ancora un pericolo, per sé e per i cuccioli. E la lupa li sposta, uno alla volta, con le fauci. Avere genitori come lupi, quindi, è il miglior auspicio che ci si possa augurare. Ed essere nella bocca del lupo è il massimo della protezione. Tant’è vero che, un tempo, il destinatario dell’augurio rispondeva: “Grazie!”, oppure: “Viva il lupo!”

Ora invece la reazione è: “Crepi!”, perché è stato distorto il significato originario dell’espressione: alla bocca del lupo è stata associata una minaccia. Non si capisce, pertanto, se “in bocca al lupo” sia un augurio o un malaugurio. E’ comunque una contraddizione: per quale motivo, infatti, qualcuno dovrebbe augurarci di correre un pericolo? Non sarebbe più sensato che ci augurasse di essere protetti? Altrove, com’è noto, si usa dire: “Buona fortuna!”

“In bocca al lupo”, agli albori della tradizione, aveva un significato opposto, ovvero: lo spirito e la forza del lupo siano con te, e ti proteggano dalle insidie della vita. Adesso invece è cambiato tutto, e il lupo deve morire. Così il pericolo anziché allontanarsi, si avvicina: incomprensibile.

Giovanni Panunzio, idr e coord. naz. Osservatorio Antiplagio

(foto picstopin.com)