Archivio | novembre, 2014

Antiplagio: i “media” parlano di telepatia, ma è una bufala per ingannare il lettore ed avere più ascolti e più click. Giornalismo da vomito per creduloni!

12 Nov

lastoriasiamonoi

Lo studio pubblicato di recente dalla rivista americana “Plos One” sulla comunicazione di due cervelli tra la Francia e l’India, studio ripreso da vari organi di stampa e qualificato come esperimento riuscito di telepatia, in realtà non ha nulla a che vedere con la trasmissione del pensiero. Lo denuncia in una nota il coord. naz. di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio. Nell’articolo originale della rivista infatti (v. http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0105225) non è mai citata la parola telepatia, ma vengono usate espressioni quali: interfaccia cervello-computer, o viceversa, iperinterazione ecc. La telepatia, continua Panunzio, è l’ipotetica capacità di due soggetti di comunicare con la mente senza l’ausilio di altri sensi o strumenti. Di conseguenza, quanto eseguito dagli esperti coinvolti nello studio in questione si è rivelato solo un rudimentale saluto tra due persone, mediato da un pc. La comunità scientifica, ad oggi, non ritiene provata l’esistenza della telepatia. Molte improbabili dimostrazioni, altro non sono che frutto di tecniche psicologiche, tra cui il “cold reading”, utilizzate per risalire con l’abilità e l’inganno a notizie riservate e personali.

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Osservatorio Antiplagio: Possessione diabolica? Nulla a che fare con i ciarlatani, satanisti compresi.

2 Nov

apocalisse

Il coordinatore nazionale di Osservatorio Antiplagio Giovanni Panunzio contesta le affermazioni rilasciate il 27 ottobre 2014 a Radio Vaticana dallo psichiatra Valter Cascioli, portavoce dell’Associazione Internazionale degli Esorcisti (AIE), sulla correlazione tra culti esoterici e possessioni diaboliche. Sostenere che le pratiche dell’occultismo, del satanismo e dell’esoterismo aprano la strada a vessazioni, ossessioni e possessioni e che il numero delle persone possedute sia in crescita per tale motivo, è imprudente e non avvalorato dai fatti. Se così fosse – continua Panunzio – il dottor Cascioli dovrebbe fornire dati ed elementi più precisi. Nella Bibbia, tra l’altro, la possessione diabolica non viene mai imputata alla magia. L’idea che le possessioni possano aumentare quando ci si rivolge ai ciarlatani o si partecipa a rituali satanici e sedute medianiche – la cui infondatezza è stata confessata nel 1888 proprio da una delle sorelle Fox, fondatrici dello spiritismo – si è sviluppata solo nel secolo scorso, in particolare con le teorie di padre Gabriele Amorth, e ha dato origine a forme di demonismo che nulla hanno a che vedere con la Sacre Scritture e che servono esclusivamente a terrorizzare psicologicamente i credenti e ad alimentare la confusione tra superstizione e fede, o a metterle sullo stesso piano. Affermare tra l’altro – prosegue Panunzio – che il diavolo si impossessi di un corpo per appropriarsi anche della sua anima è una contraddizione perché, nel momento in cui il demonio subentra, sottrae la volontà al posseduto e lo rende incolpevole del male che provoca, dunque lo libera da quel peccato. Se l’astuzia del diavolo, come dice il dottor Cascioli, è quella di farci credere che egli non esista, che astuzia sarebbe aiutare un’anima a salvarsi? I rischi legati alla frequentazione di sedicenti operatori dell’occulto, medium e satanisti sono ben altri, e sono da ricercare nella manipolazione mentale, nella truffa, negli abusi sessuali e sugli animali, nella fraudolenta somministrazione di sostanze allucinogene e nella partecipazione a profanazioni e ad altri delitti efferati. In vent’anni di attività dell’Osservatorio Antiplagio – conclude Panunzio – non sono mai arrivate segnalazioni su vittime di vessazioni, ossessioni e possessioni diaboliche che in precedenza avessero praticato la magia, lo spiritismo o riti satanici. Se casualmente dovesse capitare, nessuno ha il diritto di aggiungere castronerie alla Bibbia: per i credenti è la Rivelazione definitiva.

IO

Giovanni Panunzio, idr (coord. naz. Osservatorio Antiplagio)