Antiplagio news – Savona, assolto per 2 frasi su 3 l’avv. Vittorio Amedeo Marinelli: aveva criticato Striscia e Antonio Ricci. Condanna di 400€ per l’ultima asserzione. Annunciato ricorso in appello e querela contro Ricci.

5 Mar

a.ricci

Antonio Ricci riflette (foto youtube Radiophonica)

Con una sentenza che ha lasciato sbigottiti l’imputato, i suoi legali Roberto Suffia e Giuseppe Iannotta e, probabilmente, lo stesso Pubblico Ministero, si è appena concluso a Savona il primo grado del processo penale per diffamazione contro l’avvocato romano e presidente di European Consumers, Vittorio Amedeo Marinelli, intentato da Antonio Ricci, titolare di tutta “Striscia la notizia”, ma evidentemente non del relativo sito internet.
Le affermazioni per le quali Marinelli era chiamato a rispondere risalgono al 12 gennaio 2010 quando, durante la trasmissione del mattino di Rai 3 “Cominciamo bene”, ebbe modo di ripetere le stesse dichiarazioni rese a suo tempo da Giovanni Panunzio, fondatore dell’Osservatorio Antiplagio, sul fatto che Striscia non denuncia i sensitivi e i veggenti pubblicizzati nel Mediavideo di Mediaset. Dichiarazioni per le quali nel 2012 e 2013 Panunzio è stato assolto sia in appello, che in Cassazione. A queste affermazioni l’avvocato Marinelli aggiunse, sempre in trasmissione, una supplica rivolta al soggetto sbagliato, Antonio Ricci, per un procedimento sbagliato: ossia l’invito a rinunciare a una querela contro Giovanni Panunzio e, soprattutto, ai 20.000 euro di spese legali che stavano “dissanguando” lo stesso Panunzio. Solo dopo si è scoperto che i 20.000 euro non erano dovuti a Ricci, come detto da Marinelli nella trasmissione di Rai 3, ma al titolare del sito di Striscia; e non per una querela, bensì per un procedimento civile contro il sito-parodia striscialanotizia.net, realizzato da Giovanni Panunzio, che faceva il verso a quello di Striscia. Infatti tale procedimento, ancora pendente in Cassazione, non era stato promosso da Antonio Ricci, ma dal titolare del sito internet di Striscia: RTI, proprietaria delle reti televisive dove Striscia viene trasmessa.
Nonostante l’Organo Giudicante abbia assolto l’avvocato Marinelli per gran parte delle presunte frasi diffamatorie, riguardanti soprattutto il fatto che Striscia non denuncia i sensitivi e i veggenti pubblicizzati nel Mediavideo di Mediaset, ha ritenuto sussistere invece la diffamatorietà nelle ultime parole di Marinelli: “se Antonio Ricci volesse rinunciare alla querela e ai 20.000 euro che stanno dissanguando…”, condannando il presidente di European Consumers, paladino dei consumatori, a 400 euro di multa (oltre le spese).
Il PM, al termine di un’istruttoria definita da egli stesso “simile a quella della strage di Ustica”, aveva chiesto l’assoluzione totale dell’imputato. Indubbiamente, dopo essere stato costretto ad imbastire un processo al quale non ha mai creduto, proponendo l’archiviazione fin dalle indagini preliminari, non ha cambiato idea.
“Ovvio che non sono scemo, che faccio appello e vado pure in Cassazione, se necessario, e rinuncio perfino alla prescrizione – ha dichiarato l’avvocato Marinelli dopo la sentenza – perché non sono disposto a dare 4.200 euro all’avvocato di Ricci e 2.000 euro all’ideatore-autore di Striscia, solo perché non è titolare del sito internet della sua creatura e perché ho sbagliato in diretta tv a citare un procedimento tra i 12 o 13 iniziati da RTI, Striscia e Ricci contro il fondatore di Osservatorio Antiplagio”.
“Il mio assistito – ha dichiarato poi l’avvocato Giuseppe Iannotta – non sapeva che il sito internet di Striscia non fosse di Ricci come, probabilmente, non lo sa nessuno. Questo formalismo ci lascia perplessi perché il sito di Striscia è certamente funzionale alla trasmissione. Siamo comunque soddisfatti per la parziale assoluzione. Quello che è certo – ha proseguito il penalista – è che la prossima settimana depositeremo noi una denuncia penale nei confronti di Antonio Ricci perché, durante questo processo, l’avvocato Marinelli e il fondatore di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, sono stati pesantemente offesi dal titolare di Striscia, ma non titolare del relativo sito internet”.

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Tarocchi su cui né Striscia, né le Iene indagano (fonte Mediavideo Mediaset)

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