Dubbi su “Veline”: prima prosciolto, poi condannato a 516€ di multa. E il fondatore di Osservatorio Antiplagio querela Antonio Ricci e ricorre in appello: leso il diritto di difesa.

14 Mar

afrikasi

(fonte afrikasi.org)

Il fondatore di “Osservatorio Antiplagio” Giovanni Panunzio è stato condannato dal Giudice monocratico del Tribunale di Cagliari a 516 euro di multa per aver diffamato Antonio Ricci, autore di “Striscia la notizia”. Nel settembre 2008 Panunzio aveva messo in dubbio su internet la selezione delle “Veline”, le vallette di Striscia, dopo che all’Antiplagio erano giunte alcune segnalazioni sulla regolarità del concorso ed altri organi di stampa online avevano manifestato le medesime perplessità. In un primo tempo il procedimento era stato archiviato dal GUP di Cagliari, ma Ricci aveva fatto ricorso in Cassazione, e la Cassazione aveva rinviato il procedimento ad altro GUP, per stabilire la verità del fatto. Il nuovo GUP del Tribunale di Cagliari aveva dunque disposto il giudizio per Giovanni Panunzio. Ma all’udienza del 20 gennaio 2016, quando è stato sentito Antonio Ricci, l’Organo giudicante non ha permesso alla difesa di contro-interrogare l’autore di Striscia, a proposito di alcuni fatti da lui narrati, relativi ai pregressi contenziosi giudiziari con Panunzio. Tra l’altro Ricci, proprio durante l’interrogatorio, ha pesantemente offeso il fondatore di “Osservatorio Antiplagio”, associandolo alla “banda dei sardi” (testuale) e definendolo “diffamatore seriale”. Forse non ricordava che Giovanni Panunzio è incensurato. Per tale motivo il 10 marzo 2016 l’autore di Striscia è stato querelato presso la Procura della Repubblica di Cagliari. Sempre il 10 marzo il legale di fiducia di Panunzio, avvocato Demetrio Delfino, aveva presentato una memoria al Giudice sulla lesione del diritto di difesa, che non è stata presa in considerazione. L’Organo giudicante ha anche stabilito che Giovanni Panunzio dovrà pagare 2.500 euro di spese legali alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Salvatore Pino, e versare un risarcimento totale di 5.000 euro ad Antonio Ricci, che saranno devoluti al gruppo “Abele” di don Ciotti. Il fondatore di “Osservatorio Antiplagio” che, per protesta, alla lettura della sentenza non era presente, farà ricorso in appello con la certezza che il giudizio di primo grado sarà azzerato, visto che non si è potuto difendere come prevedono le norme italiane e la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
antiplagio@libero.it
@antiplagioblog
14/03/2016

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