Il Parlamento Europeo accoglie la petizione di Osservatorio Antiplagio contro gli spot pubblicitari di alcolici e gioco d’azzardo in Italia.

20 Mar
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(fonte immagine spotstop.org)

Il Parlamento Europeo ha dichiarato ricevibile la petizione contro le pubblicità degli alcolici e del gioco d’azzardo in Italia, presentata un anno fa dal docente di Religione Giovanni Panunzio, fondatore di Osservatorio Antiplagio: comitato di volontariato che da oltre vent’anni monitora i “media” e ne denuncia i contenuti osceni, violenti e diseducativi, insieme alle pubblicità occulte, ingannevoli e non veritiere.
Ecco il testo della petizione: “E’ risaputo che il gioco d’azzardo e gli alcolici provocano danni molto gravi, come altre dipendenze, tra cui il tabacco. Eppure in Italia la pubblicità del fumo è vietata, mentre quella del gioco d’azzardo e degli alcolici no. Poiché nel mio caso specifico, in particolare nell’ambito in cui svolgo da insegnante la mia attività professionale, ho vissuto e vivo situazioni drammatiche legate alla dipendenza da gioco d’azzardo e dal consumo di bevande alcoliche, determinati dalle loro pubblicità che imperversano su tutti i media italiani e condizionano le persone più deboli, in particolare i minori, ritengo che l’Italia non debba continuare ad istigare i propri cittadini a farsi del male e a contrarre patologie tra le più devastanti. Chiedo pertanto al Parlamento Europeo di: 1) intervenire su tale forma di manipolazione e/o condizionamento mediatico, indegno di un Paese civile, che danneggia milioni di famiglie e nega loro un diritto elementare, qual è la salute, insieme alla giustizia sociale; 2) chiedere lumi all’Italia del perché sui pacchetti di sigarette è riportato che provocano malattie mortali, mentre sulle bottiglie di alcolici e superalcolici, che provocano cirrosi epatica, stati alterati di coscienza ed altre gravi patologie, non è riportato alcunché. L’articolo 32 della Costituzione italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Anche la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea recita: “Ogni persona ha diritto alla propria integrità fisica e psichica”, e sancisce: “Il divieto di fare del corpo umano e delle sue parti in quanto tali una fonte di lucro”. Le contraddizioni e le incongruenze, dunque, sono evidenti”.
A questo punto le lobbies politiche e degli editori riusciranno autonomamente a rinunciare agli interessi ed agli incassi provenienti dalla carne viva degli “ultimi”, degli indifesi? E i cosiddetti vip che dovrebbero dare l’esempio, mentre invece si svendono alle agenzie pubblicitarie per qualche spot in più, la smetteranno prima o poi di istigare anch’essi all’autolesionismo i cittadini più deboli?
Nell’immagine che segue, la lettera di ricevibilità inviata a Giovanni Panunzio dal Presidente della Commissione per le Petizioni.

P.E.

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