Archivio | luglio, 2018

Osservatorio Antiplagio, autocertificazioni e vaccini: la circolare ministeriale è un lasciapassare onnivalente (proprio come i vaccini). Per le scuole è impossibile controllare le dichiarazioni dei genitori.

6 Lug

La surroga dei certificati di vaccinazione con l’autocertificazione per l’iscrizione dei figli a scuola, decisa dal Ministero della Salute, non dispensa le famiglie dal dire il vero. Nel caso di affermazioni false, infatti, la dichiarazione sostitutiva è priva di valore, i benefici decadono e i genitori vengono denunciati all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 495 del codice penale, che prevede la reclusione fino a 3 anni. Il problema è che adesso questo promemoria da “somministrare” alle famiglie deve essere preso in carico dalle scuole, le quali (come tutti gli uffici pubblici) sono tenute a controllare quanto dichiarato dai genitori, chiedendo conferma all’amministrazione interessata sulle relative certificazioni. In pratica gli istituti, per ogni autocertificazione ricevuta, devono rivolgersi alla Asl di competenza per sapere se ciò che è stato dichiarato dalle famiglie corrisponda alla verità. E’ un lavoro che le scuole non possono svolgere perché il personale in dotazione non è assolutamente sufficiente, neanche per l’attività prettamente didattica: la lunghezza delle pratiche vaccinali, dunque, potrebbe rallentare le iscrizioni e compromettere l’avvio del nuovo anno scolastico. Quello che avrebbero potuto fare tranquillamente le famiglie, in un lasso di tempo molto limitato, è stato ora assegnato al personale ATA scolastico, già oberato di lavoro. Il provvedimento ministeriale è ancor più deficitario se si considera che l’autocertificazione diventa, di fatto, un lasciapassare anche per i bambini e i ragazzi non vaccinati: sia perché nessun genitore a questo punto, confidando nell’impossibilità dei controlli, non iscriverebbe il figlio; sia perché il vicepresidente del Consiglio Salvini ha già “confessato” che farà “di tutto perché i bimbi entrino tutti a scuola a settembre”. Quel “tutti” è un nullaosta onnicomprensivo, cioè prescinde da ciò che dichiareranno o non dichiareranno le famiglie. Sarebbe utile che il ministro della Salute disponesse che i genitori, nelle loro autocertificazioni, indicassero almeno le date delle vaccinazioni.

Osservatorio Antiplagio
Coord. naz. Giovanni Panunzio
Contatti: antiplagio@libero.it – @antiplagioblog

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Osservatorio Antiplagio, Decreto Dignità e Governo disattento: anche la Lotteria Italia prevede un premio in denaro immediato. Il biglietto contiene un “gratta e vinci”.

3 Lug

Il biglietto della Lotteria Italia convive con un “gratta e vinci” (fonte Lottomatica)

Il Decreto Dignità varato dal Consiglio dei ministri il 2 luglio 2018 ha stabilito, all’articolo 8, la fine della pubblicità al gioco d’azzardo. Nel contempo ha concesso deroghe alle giocate con estrazione differita, come la Lotteria Italia; e ai loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia dei Monopoli (ADM).
Riguardo il primo punto, l’eccezione per le lotterie con estrazione posticipata è in realtà un cavallo di Troia per vincite istantanee come tutte le altre. Da qualche anno, infatti, nel biglietto della Lotteria Italia è incluso un “gratta e vinci” con premio in denaro immediato. Il regolamento di Lottomatica, all’articolo 12, dice espressamente: “Nel biglietto della Lotteria Italia è presente anche un tagliando che consente l’assegnazione di premi con modalità di estrazione istantanea”. La deroga in oggetto, quindi, potrebbe costituire una forma di discrimazione o di concorrenza sleale tra pubblico e privato, su cui le authority Agcom e Agcm dovrebbero dare un parere preventivo e tempestivo, considerati i 60 giorni entro i quali un decreto-legge deve essere convertito in legge dalle Camere.
Riguardo il secondo punto, nel Decreto in questione non è chiaro se i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’ADM siano a sé stanti, o all’interno di spot veri e propri. In tal caso l’avviso contenuto nel logo non sarebbe un deterrente, ma solo un flebile avvertimento che gli scommettitori potenzialmente patologici – molti di più del milione di malati già in essere citati dal ministro Di Maio – neanche vedono.
Oltre il 50% degli italiani, minori compresi, gioca d’azzardo una volta all’anno, e quasi tre milioni di essi – il 5% della popolazione – sono considerati a rischio. Il Governo dunque, prima che il Decreto Dignità venga approvato definitivamente dal Parlamento, dovrebbe intervenire per:
1) Sollecitare l’Agenzia dei Monopoli e il Ministero dell’Economia e delle Finanze ad escludere dal biglietto della Lotteria Italia il “gratta e vinci” coesistente, caratterizzato proprio dalla premialità istantanea. La sua pubblicizzazione sarebbe non solo un’incongruenza, rispetto al Decreto Dignità, ma anche un’imperitura istigazione al gioco d’azzardo.
2) Escludere l’eventuale accostamento di spot e loghi sul gioco responsabile.

Osservatorio Antiplagio
(già Telefono Antiplagio)
Comitato di volontariato auto-finanziato
Coord. naz. Giovanni Panunzio, idr
Contatti: antiplagio@libero.it – @antiplagioblog

Osservatorio Antiplagio: dopo la pubblicità del gioco d’azzardo, vietare anche quella di ciarlatani e alcolici

1 Lug

Il recente avvertimento di Niklas Lindahl, country manager di Leo Vegas, di ricorrere alla Corte Europea di Giustizia contro l’imminente divieto alla pubblicità del gioco d’azzardo – avvertimento seguito da una pagina a pagamento nel Corriere della Sera del 30 giugno, alla quale ha replicato il ministro Di Maio – ha avuto una risposta già nel 2012, quando la stessa Corte ha stabilito che la disciplina rientra nei settori in cui sussistono tra gli Stati membri divergenze considerevoli di ordine morale, religioso e culturale; e che pertanto, in assenza di armonizzazione in materia, gli Stati sono liberi di fissare gli obiettivi della loro politica e definire con precisione il livello di tutela perseguito. Risposta che è stata ribadita nel 2014: “Il divieto di organizzazione e promozione dei giochi d’azzardo può essere giustificato per motivi di interesse generale”. Lo riferisce Osservatorio Antiplagio, associazione di volontariato che dal 1994 denuncia gli abusi degli operatori dell’occulto e delle aziende che gestiscono scommesse online, gratta e vinci, slot-machine, ecc. In pratica la Corte Europea ha demandato alle normative nazionali l’ultima parola, ricordando che l’obiettivo principale è, e resta, la tutela delle vittime, contro i rischi connessi a: giochi a premio, lotterie e slot. Il manager di Leo Vegas quindi, se proprio lo ritiene indispensabile – aggiunge Osservatorio Antiplagio – ricorra a un tribunale italiano, anziché far perdere tempo agli organi giudicanti continentali e “buttare” denaro con inserzioni che sono ulteriori forme di pubblicità al gioco d’azzardo. La richiesta, poi, dello stesso Niklas Lindahl di avviare un confronto con il nostro Governo è, in realtà, un ultimo disperato tentativo di fargli cambiare idea. Ma oramai, come si dice, il dado è tratto. In Italia, al contrario, rimane in piedi il problema delle réclames dei cartomanti, veggenti, guaritori, ecc. e degli alcolici e superalcolici, che continuano a imperversare su tutti i “media”, istigando le persone indifese a farsi del male. In tal senso sarebbe urgente un’attenta riflessione per valutare un intervento analogo al prossimo divieto alle pubblicità del gioco d’azzardo. Ogni anno il Governo italiano – continua Osservatorio Antiplagio – per curare le ludopatie e le schiavitù dalle manipolazioni dei ciarlatani e dalle bevande alcoliche, e le susseguenti patologie che coinvolgono intere famiglie, spende cifre superiori a quelle che ricava dalla loro réclame e dai loro incassi: tanto più che i sedicenti maghi, per esempio, sottraggono al fisco oltre il 90% dei guadagni. In ogni caso, in uno Stato civile, le dipendenze non devono essere pubblicizzate. La lobby degli editori che, relativamente al gioco d’azzardo, si oppongono al Decreto Dignità del ministro Di Maio – conclude Osservatorio Antiplagio – sappiano che sarebbe interessante, invece, informare l’opinione pubblica su:
1) Quale trattamento lavorativo riservino ai propri dipendenti.
2) Quali strategie stiano usando per impedire concretamente il gioco ai minorenni.
3) Cosa stiano facendo per arginare il riciclaggio e l’auto-riciclaggio del denaro di dubbia provenienza.
4) Che certezza possano dare sulla trasparenza delle giocate, delle vincite e dei sistemi informatici in dotazione.
5) Quale sistema esista (se esiste), atto a garantire la non-memorizzazione delle metodologie di gioco dei clienti per non prevenire le loro “puntate”: pratica tanto scorretta, quanto biasimevole.

Osservatorio Antiplagio
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