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Premio internazionale al prestigiatore Alfredo Barrago, Presidente di Osservatorio Antiplagio: ha smascherato ciarlatani e santoni!

2 Mag

L’Università Magica Internazionale e il Congresso Magico Internazionale del Centro Italia hanno conferito il Premio alla Carriera all’illusionista Alfredo Barrago, Presidente di Osservatorio Antiplagio, per aver smascherato tra l’altro, con la nostra associazione, gli operatori dell’occulto e svelato i loro trucchi e le loro strategie d’inganno, contribuendo attivamente alla scoperta di raggiri e imbrogli tra i più esecrabili.
Riportiamo le motivazioni ufficiali del riconoscimento:

In considerazione della sua intensa e ininterrotta carriera e dei suoi grandi meriti artistici, professionali e di impegno civile acquisiti in oltre 30 anni di spettacoli e insegnamento, grazie anche alla creazione del Teatro Houdini: unica Scuola di Magia in Sardegna. Ne fa fede la partecipazione, come ospite ed esperto, in diversi programmi televisi: da Porta a Porta a Domenica In, da Fantastico 7 al Gran Premio Internazionale della TV, da Uno Mattina a La vita in Diretta, da Super Quark a Il Fatto di Enzo Biagi, solo per citarne alcuni. Spesso, tra l’altro, protagonista – in qualità di Presidente del comitato di volontariato Telefono Antiplagio (ora Osservatorio Antiplagio) – contro la diffusione delle truffe perpetrate da sedicenti maghi, guaritori e santoni. La sua competenza è altresì confermata da numerose interviste giornalistiche rilasciate a testate tra le più importanti: Repubblica, l’Espresso, Focus, Famiglia Cristiana e il Times di Londra.

Alfredo Barrago sarà insignito del Premio alla Carriera il 14 settembre 2019 a Tagliacozzo (AQ), nel corso del Congresso Magico Internazionale del Centro Italia: Premio che gli verrà consegnato un mese dopo a Madrid dall’Università Magica Internazionale.

Osservatorio Antiplagio
@antiplagioblog

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Osservatorio Antiplagio e giustizia negata: “Motu proprio” contro la pedopornografia, la prescrizione del reato rimane tale e quale. Dopo vent’anni, molti carnefici la faranno franca, ma nessuno lo dice. Il nuovo corso della Chiesa è solo un’illusione. P.S. Questa notizia è stata oscurata da tutti gli organi di stampa.

2 Apr

Il comitato di volontariato Osservatorio Antiplagio, che da 25 anni segnala all’autorità giudiziaria ogni forma di manipolazione mentale, da parte di santoni, taumaturghi e consacrati di svariate confessioni religiose, causa di irretimento, inganni e violenze sessuali, in particolare a discapito di donne, bambini e adolescenti, rileva in una nota che, riguardo la prescrizione per il reato di pedopornografia, il recente “motu proprio” di Papa Francesco non introduce alcuna novità alla precedente legislazione vaticana, diversamente da quanto riportato da molti commentatori e vaticanisti: tra cui Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede. I 20 anni di prescrizione dal compimento del 18′ anno di età della vittima, infatti, sono rimasti tali e quali alla normativa vigente, voluta nel 2010 da Benedetto XVI. La conseguenza è che se un bambino, un adolescente, o una donna volessero denunciare l’abuso negli anni successivi alla maggiore età, non avrebbero giustizia qualora lo facessero dai 38 anni in poi. E i casi di adulti che querelano ben oltre questa età sono tantissimi. Mentre l’obbligo di denuncia all’autorità civile e/o la denuncia d’ufficio sono andati incontro alle richieste delle vittime e dello stesso Osservatorio Antiplagio, per la prescrizione non sono stati fatti passi avanti. Con l’esclusione della prescrizione per i cosiddetti “delicta graviora”, com’era un tempo e come sollecitato più volte da Osservatorio Antiplagio, l’autore dei soprusi potrebbe essere sempre processato e punito, qualunque sia la sua età e, soprattutto, qualunque sia l’età della sua vittima. Quest’ultimo punto dovrebbe valere sia nella legislazione vaticana che in quella degli altri Stati, a cominciare dallo Stato italiano. In tal modo si capirebbe quali Paesi sono disposti a combattere le violenze sui minori e sulle donne a parole, e quanti nei fatti. E’ inammissibile che un pedofilo – prete, laico, o santone che sia – la faccia franca solo perché la vittima, per paura, vergogna, o altri motivi, denuncia in età avanzata le “attenzioni” subite, e cioè quando la prescrizione impedisce l’azione legale. Attualmente la normativa italiana prevede che la prescrizione per questi crimini intervenga allo scadere dei 10 anni. Nella legislazione vaticana invece, prima del 1898, la prescrizione era estranea al diritto canonico. Non si capisce dunque perché ora, nel decantato nuovo corso della Chiesa e di fronte ad atti così efferati commessi da una percentuale di sacerdoti che oscilla tra il 4 e il 6%, non possano essere esclusi limiti temporali affinché la prescrittibilità sia cassata “in perpetuum”.
30/03/2019
Osservatorio Antiplagio
@antiplagioblog

Osservatorio Antiplagio, Corinaldo: interventi più seri. O il legislatore ammetta il proprio fallimento.

9 Dic

La strage di Corinaldo dimostra ancora volta che le denunce sottoscritte in passato da Osservatorio Antiplagio, comitato di vigilanza sugli abusi nei media e nei confronti di bambini e adolescenti, sono state parole al vento.
Nell’agosto del 2015 infatti, dopo il decesso di un sedicenne per ecstasy in una discoteca di Lecce, la nostra associazione di volontariato aveva segnalato – alle autorità, alla stampa e all’Osservatorio sui diritti dei minori – che, insieme alla somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni e al mancato monitoraggio delle serate “drink no limit” o “free drink”, non venivano effettuati controlli sugli stupefacenti associati ad esse e su: limite di capienza nei locali pubblici, norme di sicurezza, tipologie di luci e decibel imposti dagli organizzatori, nuove droghe e pubblicità di alcolici e superalcolici.
Ora siamo nuovamente qui a prendere atto dell’ennesima tragedia e a parlare perfino di gas urticante, mentre online (e non solo) le offerte di bombolette spray e armi da difesa e offesa non conoscono limiti, compresa la libera vendita di pistole elettroshock o taser, idonei a provocare spasmi muscolari e svenimenti: si va dalla classica rivoltella, alla torcia, al manganello telescopico, fino al tirapugni con scossa che rilascia una scarica da 10.000 Kv. I prezzi variano da 30 a 90 euro.
Vediamo ora se qualcuno, compreso il legislatore, prenderà i provvedimenti necessari e se i Comuni effettueranno verifiche assidue e capillari, o se dovremo darci appuntamento alla prossima ecatombe di minori: di cui, a quanto pare, non importa niente a nessuno. Tra gli interventi da fare con urgenza c’è l’introduzione nelle discoteche di controllori mimetizzati da avventori e l’autorizzazione alla vendita di bevande alcoliche, pure nei supermercati e nei bar, dietro presentazione della tessera sanitaria: che ormai dovrebbe essere obbligatoria anche per gli acquisti in rete. Se vogliamo veramente proteggere i nostri ragazzi, le parole di circostanza e le chiacchiere sono alla frutta. O si vuole essere seri e severi realmente, o chi amministra la cosa pubblica deve dedicarsi a qualcos’altro. Chissà quali misure immediate proporrebbe un politico importante se la vita spezzata fosse quella di suo figlio.

Giovanni Panunzio, Idr
Coord. naz. Osservatorio Antiplagio
@antiplagioblog

Giovanni Panunzio, coord. naz. Osservatorio Antiplagio

Pedofilia: la Chiesa metta in atto provvedimenti più intransigenti. Comunicato di Osservatorio Antiplagio e di Giovanni Panunzio, coord. naz.

26 Ago

Se è vero, come ha affermato Papa Francesco, che lo scandalo-pedofilia ha decretato il fallimento della Chiesa cattolica nella tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, è pur vero che esistono ancora diversi strumenti a disposizione del Vaticano per contrastare i soprusi nei confronti dei minori e rimediare, almeno in parte, a una situazione insopportabile. Si tratta di iniziative che la Santa Sede dovrebbe prendere subito in considerazione per dimostrare di voler combattere concretamente la pedofilia e di voler essere realmente vicina alle vittime, alle loro famiglie e al loro dolore. Lo sostiene Giovanni Panunzio, fondatore di Osservatorio Antiplagio, comitato di volontariato che da oltre vent’anni denuncia ogni forma di manipolazione mentale, causa di irretimento, inganni e violenze sessuali, in particolare a discapito di donne, bambini e adolescenti.
Il primo strumento è preventivo: consiste in una vigilanza più attenta e severa su alcune vocazioni, valutando le motivazioni di una scelta che a volte può essere dettata anche dalla solitudine o dal disagio sociale, e a volte dalla confusione e dalle delusioni sentimentali, percepite come propensione al celibato e all’astinenza sessuale.
Gli altri strumenti sono riparatori, come:
– L’obbligo per i sacerdoti e i vescovi di denunciare anche all’autorità giudiziaria civile i casi di abusi a loro conoscenza.
– L’espulsione dalla Chiesa del prete responsabile di quegli abusi, anche se fosse la prima volta.
– L’esclusione della prescrizione per il reato di pedofilia. Con l’imprescrittibilità dei cosiddetti “delicta graviora”, infatti, l’autore dei soprusi potrebbe essere sempre processato e punito, qualunque sia la sua età e, soprattutto, qualunque sia l’età della sua vittima.
Quest’ultimo punto – continua Giovanni Panunzio – dovrebbe valere sia nella legislazione vaticana che in quella degli Stati coinvolti, a cominciare dallo Stato italiano. In tal modo si capirebbe quali parlamenti sono disposti a combattere le violenze sui minori a parole, e quanti nei fatti. E’ inammissibile che un pedofilo, prete o laico che sia, la faccia franca solo perché la vittima, per paura, vergogna o altri motivi, denuncia in età avanzata le “attenzioni” subite; ovvero quando la prescrizione impedisce l’azione legale e il risarcimento.
Attualmente la normativa italiana prevede che la prescrizione per questi crimini intervenga allo scadere dei 10 anni, quella vaticana dopo 20. Prima del 1898, però, la prescrizione era estranea al diritto canonico: non si capisce dunque perché ora, di fronte ad atti così efferati commessi da una percentuale di sacerdoti che oscilla tra il 4 e il 6%, non possa essere cassata “in perpetuum”.
Osservatorio Antiplagio
Prof. Giovanni Panunzio, coord. naz.
@antiplagioblog

Osservatorio Antiplagio, autocertificazioni e vaccini: la circolare ministeriale è un lasciapassare onnivalente (proprio come i vaccini). Per le scuole è impossibile controllare le dichiarazioni dei genitori.

6 Lug

La surroga dei certificati di vaccinazione con l’autocertificazione per l’iscrizione dei figli a scuola, decisa dal Ministero della Salute, non dispensa le famiglie dal dire il vero. Nel caso di affermazioni false, infatti, la dichiarazione sostitutiva è priva di valore, i benefici decadono e i genitori vengono denunciati all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 495 del codice penale, che prevede la reclusione fino a 3 anni. Il problema è che adesso questo promemoria da “somministrare” alle famiglie deve essere preso in carico dalle scuole, le quali (come tutti gli uffici pubblici) sono tenute a controllare quanto dichiarato dai genitori, chiedendo conferma all’amministrazione interessata sulle relative certificazioni. In pratica gli istituti, per ogni autocertificazione ricevuta, devono rivolgersi alla Asl di competenza per sapere se ciò che è stato dichiarato dalle famiglie corrisponda alla verità. E’ un lavoro che le scuole non possono svolgere perché il personale in dotazione non è assolutamente sufficiente, neanche per l’attività prettamente didattica: la lunghezza delle pratiche vaccinali, dunque, potrebbe rallentare le iscrizioni e compromettere l’avvio del nuovo anno scolastico. Quello che avrebbero potuto fare tranquillamente le famiglie, in un lasso di tempo molto limitato, è stato ora assegnato al personale ATA scolastico, già oberato di lavoro. Il provvedimento ministeriale è ancor più deficitario se si considera che l’autocertificazione diventa, di fatto, un lasciapassare anche per i bambini e i ragazzi non vaccinati: sia perché nessun genitore a questo punto, confidando nell’impossibilità dei controlli, non iscriverebbe il figlio; sia perché il vicepresidente del Consiglio Salvini ha già “confessato” che farà “di tutto perché i bimbi entrino tutti a scuola a settembre”. Quel “tutti” è un nullaosta onnicomprensivo, cioè prescinde da ciò che dichiareranno o non dichiareranno le famiglie. Sarebbe utile che il ministro della Salute disponesse che i genitori, nelle loro autocertificazioni, indicassero almeno le date delle vaccinazioni.

Osservatorio Antiplagio
Coord. naz. Giovanni Panunzio
Contatti: antiplagio@libero.it – @antiplagioblog

Osservatorio Antiplagio, Decreto Dignità e Governo disattento: anche la Lotteria Italia prevede un premio in denaro immediato. Il biglietto contiene un “gratta e vinci”.

3 Lug

Il biglietto della Lotteria Italia convive con un “gratta e vinci” (fonte Lottomatica)

Il Decreto Dignità varato dal Consiglio dei ministri il 2 luglio 2018 ha stabilito, all’articolo 8, la fine della pubblicità al gioco d’azzardo. Nel contempo ha concesso deroghe alle giocate con estrazione differita, come la Lotteria Italia; e ai loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia dei Monopoli (ADM).
Riguardo il primo punto, l’eccezione per le lotterie con estrazione posticipata è in realtà un cavallo di Troia per vincite istantanee come tutte le altre. Da qualche anno, infatti, nel biglietto della Lotteria Italia è incluso un “gratta e vinci” con premio in denaro immediato. Il regolamento di Lottomatica, all’articolo 12, dice espressamente: “Nel biglietto della Lotteria Italia è presente anche un tagliando che consente l’assegnazione di premi con modalità di estrazione istantanea”. La deroga in oggetto, quindi, potrebbe costituire una forma di discrimazione o di concorrenza sleale tra pubblico e privato, su cui le authority Agcom e Agcm dovrebbero dare un parere preventivo e tempestivo, considerati i 60 giorni entro i quali un decreto-legge deve essere convertito in legge dalle Camere.
Riguardo il secondo punto, nel Decreto in questione non è chiaro se i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’ADM siano a sé stanti, o all’interno di spot veri e propri. In tal caso l’avviso contenuto nel logo non sarebbe un deterrente, ma solo un flebile avvertimento che gli scommettitori potenzialmente patologici – molti di più del milione di malati già in essere citati dal ministro Di Maio – neanche vedono.
Oltre il 50% degli italiani, minori compresi, gioca d’azzardo una volta all’anno, e quasi tre milioni di essi – il 5% della popolazione – sono considerati a rischio. Il Governo dunque, prima che il Decreto Dignità venga approvato definitivamente dal Parlamento, dovrebbe intervenire per:
1) Sollecitare l’Agenzia dei Monopoli e il Ministero dell’Economia e delle Finanze ad escludere dal biglietto della Lotteria Italia il “gratta e vinci” coesistente, caratterizzato proprio dalla premialità istantanea. La sua pubblicizzazione sarebbe non solo un’incongruenza, rispetto al Decreto Dignità, ma anche un’imperitura istigazione al gioco d’azzardo.
2) Escludere l’eventuale accostamento di spot e loghi sul gioco responsabile.

Osservatorio Antiplagio
(già Telefono Antiplagio)
Comitato di volontariato auto-finanziato
Coord. naz. Giovanni Panunzio, idr
Contatti: antiplagio@libero.it – @antiplagioblog

Osservatorio Antiplagio: dopo la pubblicità del gioco d’azzardo, vietare anche quella di ciarlatani e alcolici

1 Lug

Il recente avvertimento di Niklas Lindahl, country manager di Leo Vegas, di ricorrere alla Corte Europea di Giustizia contro l’imminente divieto alla pubblicità del gioco d’azzardo – avvertimento seguito da una pagina a pagamento nel Corriere della Sera del 30 giugno, alla quale ha replicato il ministro Di Maio – ha avuto una risposta già nel 2012, quando la stessa Corte ha stabilito che la disciplina rientra nei settori in cui sussistono tra gli Stati membri divergenze considerevoli di ordine morale, religioso e culturale; e che pertanto, in assenza di armonizzazione in materia, gli Stati sono liberi di fissare gli obiettivi della loro politica e definire con precisione il livello di tutela perseguito. Risposta che è stata ribadita nel 2014: “Il divieto di organizzazione e promozione dei giochi d’azzardo può essere giustificato per motivi di interesse generale”. Lo riferisce Osservatorio Antiplagio, associazione di volontariato che dal 1994 denuncia gli abusi degli operatori dell’occulto e delle aziende che gestiscono scommesse online, gratta e vinci, slot-machine, ecc. In pratica la Corte Europea ha demandato alle normative nazionali l’ultima parola, ricordando che l’obiettivo principale è, e resta, la tutela delle vittime, contro i rischi connessi a: giochi a premio, lotterie e slot. Il manager di Leo Vegas quindi, se proprio lo ritiene indispensabile – aggiunge Osservatorio Antiplagio – ricorra a un tribunale italiano, anziché far perdere tempo agli organi giudicanti continentali e “buttare” denaro con inserzioni che sono ulteriori forme di pubblicità al gioco d’azzardo. La richiesta, poi, dello stesso Niklas Lindahl di avviare un confronto con il nostro Governo è, in realtà, un ultimo disperato tentativo di fargli cambiare idea. Ma oramai, come si dice, il dado è tratto. In Italia, al contrario, rimane in piedi il problema delle réclames dei cartomanti, veggenti, guaritori, ecc. e degli alcolici e superalcolici, che continuano a imperversare su tutti i “media”, istigando le persone indifese a farsi del male. In tal senso sarebbe urgente un’attenta riflessione per valutare un intervento analogo al prossimo divieto alle pubblicità del gioco d’azzardo. Ogni anno il Governo italiano – continua Osservatorio Antiplagio – per curare le ludopatie e le schiavitù dalle manipolazioni dei ciarlatani e dalle bevande alcoliche, e le susseguenti patologie che coinvolgono intere famiglie, spende cifre superiori a quelle che ricava dalla loro réclame e dai loro incassi: tanto più che i sedicenti maghi, per esempio, sottraggono al fisco oltre il 90% dei guadagni. In ogni caso, in uno Stato civile, le dipendenze non devono essere pubblicizzate. La lobby degli editori che, relativamente al gioco d’azzardo, si oppongono al Decreto Dignità del ministro Di Maio – conclude Osservatorio Antiplagio – sappiano che sarebbe interessante, invece, informare l’opinione pubblica su:
1) Quale trattamento lavorativo riservino ai propri dipendenti.
2) Quali strategie stiano usando per impedire concretamente il gioco ai minorenni.
3) Cosa stiano facendo per arginare il riciclaggio e l’auto-riciclaggio del denaro di dubbia provenienza.
4) Che certezza possano dare sulla trasparenza delle giocate, delle vincite e dei sistemi informatici in dotazione.
5) Quale sistema esista (se esiste), atto a garantire la non-memorizzazione delle metodologie di gioco dei clienti per non prevenire le loro “puntate”: pratica tanto scorretta, quanto biasimevole.

Osservatorio Antiplagio
(già Telefono Antiplagio)
Comitato di volontariato auto-finanziato
Coord. naz. Giovanni Panunzio, idr
Contatti: antiplagio@libero.it
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