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Antiplagio news – Il Congresso magico “Centro Italia” premia gli illusionisti sardi del teatro-scuola “Houdini” di Alfredo Barrago

18 Set

L’Aquila – Nella storica e prestigiosa cornice del Teatro Talia di Tagliacozzo, antico borgo medievale, domenica 15 settembre 2019 si è concluso il Congresso magico “Centro Italia” organizzato da Gianluigi Sordellini, Presidente dell’Università Magica Internazionale (UMI) “Dàmaso Fernandez”. Nel corso della manifestazione, che ha visto l’intervento di un nutrito cast di artisti e conferenzieri, provenienti da Italia, Spagna, Olanda, Francia e Inghilterra, si sono svolti due concorsi: uno intitolato a Vinicio Raimondi, per la magia da scena; l’altro dedicato a Dàmaso Fernandez, per il close-up; branca della prestidigitazione a distanza ravvicinata, quindi sempre sotto gli occhi degli spettatori. Il primo classificato del premio Raimondi è stato Michele Cabras, il secondo Andrea Fiori. Nel close-up ha trionfato Mauro Mura con una divertente routine sul rosso e il nero. Tutti i vincitori arrivano dalla Sardegna, esattamente dalla scuola-teatro “Harry Houdini” di Alfredo Barrago, giunto a Tagliacozzo con un nutrito gruppo di allievi di ottimo livello: per il suo contributo alla crescita della magia in Italia e nel mondo, proprio con la “Scuola d’Arte Magica Harry Houdini”, il direttivo UMI gli ha conferito il premio alla carriera. Alfredo Barrago, che qualche anno fa, per Osservatorio Antiplagio e Superquark, ha compiuto una memorabile “camminata” sulle acque, ha ringraziato i promotori dell’evento, sottolineando il fatto che i giochi di prestigio sono altresì efficaci per smascherare i sedicenti operatori dell’occulto che vorrebbero emulare i prodigi con espedienti tra i più disparati.  La serata, dedicata al Gran Gala della Magia, ha “vissuto” pure il tocco evocativo e fantastico di Grace L, cantautrice di Sassari che ha eseguito un brano “live” a tema, intitolato “Mondo magico”. Per questa sua partecipazione, riservata al surreale e al fantastico, il direttivo dell’UMI ha nominato Grace L “Magic Ambassador 2019”.

5 Agosto 2019: al Festival Letterario “Liberevento” il libro di Giovanni Panunzio “Mediocrazia, il silenzio dei colpevoli”

1 Ago

Il 5 agosto 2019, alle ore 22, a Calasetta (Sardegna), nell’ambito del Festival Letterario “Liberevento” verrà presentata l’opera di Giovanni Panunzio – insegnante di Religione e fondatore di Telefono Antiplagio e Osservatorio Antiplagio – “Mediocrazia, il silenzio dei colpevoli”. Sottotitolo: Quello che stampa e politica non hanno mai voluto e potuto dire. Giovanni Panunzio discuterà pubblicamente del suo lavoro con la scrittrice Lorenza Garbarino, all’interno della sezione “Giornalisti o giornalai?” che inizierà il 4 agosto e terminerà il 7. Tra gli ospiti delle altre serate: Ritanna Armeni, Floriana Bulfon e Toni Capuozzo. In “Mediocrazia, il silenzio dei colpevoli” Giovanni Panunzio parla della società e della politica italiana, il cui potere ormai è in mano ai mediocri e ai “media”.

Giovanni Panunzio

Premio internazionale al prestigiatore Alfredo Barrago, Presidente di Osservatorio Antiplagio: ha smascherato ciarlatani e santoni!

2 Mag

L’Università Magica Internazionale e il Congresso Magico Internazionale del Centro Italia hanno conferito il Premio alla Carriera all’illusionista Alfredo Barrago, Presidente di Osservatorio Antiplagio, per aver smascherato tra l’altro, con la nostra associazione, gli operatori dell’occulto e svelato i loro trucchi e le loro strategie d’inganno, contribuendo attivamente alla scoperta di raggiri e imbrogli tra i più esecrabili.
Riportiamo le motivazioni ufficiali del riconoscimento:

In considerazione della sua intensa e ininterrotta carriera e dei suoi grandi meriti artistici, professionali e di impegno civile acquisiti in oltre 30 anni di spettacoli e insegnamento, grazie anche alla creazione del Teatro Houdini: unica Scuola di Magia in Sardegna. Ne fa fede la partecipazione, come ospite ed esperto, in diversi programmi televisi: da Porta a Porta a Domenica In, da Fantastico 7 al Gran Premio Internazionale della TV, da Uno Mattina a La vita in Diretta, da Super Quark a Il Fatto di Enzo Biagi, solo per citarne alcuni. Spesso, tra l’altro, protagonista – in qualità di Presidente del comitato di volontariato Telefono Antiplagio (ora Osservatorio Antiplagio) – contro la diffusione delle truffe perpetrate da sedicenti maghi, guaritori e santoni. La sua competenza è altresì confermata da numerose interviste giornalistiche rilasciate a testate tra le più importanti: Repubblica, l’Espresso, Focus, Famiglia Cristiana e il Times di Londra.

Alfredo Barrago sarà insignito del Premio alla Carriera il 14 settembre 2019 a Tagliacozzo (AQ), nel corso del Congresso Magico Internazionale del Centro Italia: Premio che gli verrà consegnato un mese dopo a Madrid dall’Università Magica Internazionale.

Osservatorio Antiplagio
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Osservatorio Antiplagio e giustizia negata: “Motu proprio” contro la pedopornografia, la prescrizione del reato rimane tale e quale. Dopo vent’anni, molti carnefici la faranno franca, ma nessuno lo dice. Il nuovo corso della Chiesa è solo un’illusione. P.S. Questa notizia è stata oscurata da tutti gli organi di stampa.

2 Apr

Il comitato di volontariato Osservatorio Antiplagio, che da 25 anni segnala all’autorità giudiziaria ogni forma di manipolazione mentale, da parte di santoni, taumaturghi e consacrati di svariate confessioni religiose, causa di irretimento, inganni e violenze sessuali, in particolare a discapito di donne, bambini e adolescenti, rileva in una nota che, riguardo la prescrizione per il reato di pedopornografia, il recente “motu proprio” di Papa Francesco non introduce alcuna novità alla precedente legislazione vaticana, diversamente da quanto riportato da molti commentatori e vaticanisti: tra cui Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede. I 20 anni di prescrizione dal compimento del 18′ anno di età della vittima, infatti, sono rimasti tali e quali alla normativa vigente, voluta nel 2010 da Benedetto XVI. La conseguenza è che se un bambino, un adolescente, o una donna volessero denunciare l’abuso negli anni successivi alla maggiore età, non avrebbero giustizia qualora lo facessero dai 38 anni in poi. E i casi di adulti che querelano ben oltre questa età sono tantissimi. Mentre l’obbligo di denuncia all’autorità civile e/o la denuncia d’ufficio sono andati incontro alle richieste delle vittime e dello stesso Osservatorio Antiplagio, per la prescrizione non sono stati fatti passi avanti. Con l’esclusione della prescrizione per i cosiddetti “delicta graviora”, com’era un tempo e come sollecitato più volte da Osservatorio Antiplagio, l’autore dei soprusi potrebbe essere sempre processato e punito, qualunque sia la sua età e, soprattutto, qualunque sia l’età della sua vittima. Quest’ultimo punto dovrebbe valere sia nella legislazione vaticana che in quella degli altri Stati, a cominciare dallo Stato italiano. In tal modo si capirebbe quali Paesi sono disposti a combattere le violenze sui minori e sulle donne a parole, e quanti nei fatti. E’ inammissibile che un pedofilo – prete, laico, o santone che sia – la faccia franca solo perché la vittima, per paura, vergogna, o altri motivi, denuncia in età avanzata le “attenzioni” subite, e cioè quando la prescrizione impedisce l’azione legale. Attualmente la normativa italiana prevede che la prescrizione per questi crimini intervenga allo scadere dei 10 anni. Nella legislazione vaticana invece, prima del 1898, la prescrizione era estranea al diritto canonico. Non si capisce dunque perché ora, nel decantato nuovo corso della Chiesa e di fronte ad atti così efferati commessi da una percentuale di sacerdoti che oscilla tra il 4 e il 6%, non possano essere esclusi limiti temporali affinché la prescrittibilità sia cassata “in perpetuum”.
30/03/2019
Osservatorio Antiplagio
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Osservatorio Antiplagio, Corinaldo: interventi più seri. O il legislatore ammetta il proprio fallimento.

9 Dic

La strage di Corinaldo dimostra ancora volta che le denunce sottoscritte in passato da Osservatorio Antiplagio, comitato di vigilanza sugli abusi nei media e nei confronti di bambini e adolescenti, sono state parole al vento.
Nell’agosto del 2015 infatti, dopo il decesso di un sedicenne per ecstasy in una discoteca di Lecce, la nostra associazione di volontariato aveva segnalato – alle autorità, alla stampa e all’Osservatorio sui diritti dei minori – che, insieme alla somministrazione di bevande alcoliche ai minorenni e al mancato monitoraggio delle serate “drink no limit” o “free drink”, non venivano effettuati controlli sugli stupefacenti associati ad esse e su: limite di capienza nei locali pubblici, norme di sicurezza, tipologie di luci e decibel imposti dagli organizzatori, nuove droghe e pubblicità di alcolici e superalcolici.
Ora siamo nuovamente qui a prendere atto dell’ennesima tragedia e a parlare perfino di gas urticante, mentre online (e non solo) le offerte di bombolette spray e armi da difesa e offesa non conoscono limiti, compresa la libera vendita di pistole elettroshock o taser, idonei a provocare spasmi muscolari e svenimenti: si va dalla classica rivoltella, alla torcia, al manganello telescopico, fino al tirapugni con scossa che rilascia una scarica da 10.000 Kv. I prezzi variano da 30 a 90 euro.
Vediamo ora se qualcuno, compreso il legislatore, prenderà i provvedimenti necessari e se i Comuni effettueranno verifiche assidue e capillari, o se dovremo darci appuntamento alla prossima ecatombe di minori: di cui, a quanto pare, non importa niente a nessuno. Tra gli interventi da fare con urgenza c’è l’introduzione nelle discoteche di controllori mimetizzati da avventori e l’autorizzazione alla vendita di bevande alcoliche, pure nei supermercati e nei bar, dietro presentazione della tessera sanitaria: che ormai dovrebbe essere obbligatoria anche per gli acquisti in rete. Se vogliamo veramente proteggere i nostri ragazzi, le parole di circostanza e le chiacchiere sono alla frutta. O si vuole essere seri e severi realmente, o chi amministra la cosa pubblica deve dedicarsi a qualcos’altro. Chissà quali misure immediate proporrebbe un politico importante se la vita spezzata fosse quella di suo figlio.

Giovanni Panunzio, Idr
Coord. naz. Osservatorio Antiplagio
@antiplagioblog

Giovanni Panunzio, coord. naz. Osservatorio Antiplagio

Pedofilia: la Chiesa metta in atto provvedimenti più intransigenti. Comunicato di Osservatorio Antiplagio e di Giovanni Panunzio, coord. naz.

26 Ago

Se è vero, come ha affermato Papa Francesco, che lo scandalo-pedofilia ha decretato il fallimento della Chiesa cattolica nella tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, è pur vero che esistono ancora diversi strumenti a disposizione del Vaticano per contrastare i soprusi nei confronti dei minori e rimediare, almeno in parte, a una situazione insopportabile. Si tratta di iniziative che la Santa Sede dovrebbe prendere subito in considerazione per dimostrare di voler combattere concretamente la pedofilia e di voler essere realmente vicina alle vittime, alle loro famiglie e al loro dolore. Lo sostiene Giovanni Panunzio, fondatore di Osservatorio Antiplagio, comitato di volontariato che da oltre vent’anni denuncia ogni forma di manipolazione mentale, causa di irretimento, inganni e violenze sessuali, in particolare a discapito di donne, bambini e adolescenti.
Il primo strumento è preventivo: consiste in una vigilanza più attenta e severa su alcune vocazioni, valutando le motivazioni di una scelta che a volte può essere dettata anche dalla solitudine o dal disagio sociale, e a volte dalla confusione e dalle delusioni sentimentali, percepite come propensione al celibato e all’astinenza sessuale.
Gli altri strumenti sono riparatori, come:
– L’obbligo per i sacerdoti e i vescovi di denunciare anche all’autorità giudiziaria civile i casi di abusi a loro conoscenza.
– L’espulsione dalla Chiesa del prete responsabile di quegli abusi, anche se fosse la prima volta.
– L’esclusione della prescrizione per il reato di pedofilia. Con l’imprescrittibilità dei cosiddetti “delicta graviora”, infatti, l’autore dei soprusi potrebbe essere sempre processato e punito, qualunque sia la sua età e, soprattutto, qualunque sia l’età della sua vittima.
Quest’ultimo punto – continua Giovanni Panunzio – dovrebbe valere sia nella legislazione vaticana che in quella degli Stati coinvolti, a cominciare dallo Stato italiano. In tal modo si capirebbe quali parlamenti sono disposti a combattere le violenze sui minori a parole, e quanti nei fatti. E’ inammissibile che un pedofilo, prete o laico che sia, la faccia franca solo perché la vittima, per paura, vergogna o altri motivi, denuncia in età avanzata le “attenzioni” subite; ovvero quando la prescrizione impedisce l’azione legale e il risarcimento.
Attualmente la normativa italiana prevede che la prescrizione per questi crimini intervenga allo scadere dei 10 anni, quella vaticana dopo 20. Prima del 1898, però, la prescrizione era estranea al diritto canonico: non si capisce dunque perché ora, di fronte ad atti così efferati commessi da una percentuale di sacerdoti che oscilla tra il 4 e il 6%, non possa essere cassata “in perpetuum”.
Osservatorio Antiplagio
Prof. Giovanni Panunzio, coord. naz.
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Osservatorio Antiplagio, autocertificazioni e vaccini: la circolare ministeriale è un lasciapassare onnivalente (proprio come i vaccini). Per le scuole è impossibile controllare le dichiarazioni dei genitori.

6 Lug

La surroga dei certificati di vaccinazione con l’autocertificazione per l’iscrizione dei figli a scuola, decisa dal Ministero della Salute, non dispensa le famiglie dal dire il vero. Nel caso di affermazioni false, infatti, la dichiarazione sostitutiva è priva di valore, i benefici decadono e i genitori vengono denunciati all’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 495 del codice penale, che prevede la reclusione fino a 3 anni. Il problema è che adesso questo promemoria da “somministrare” alle famiglie deve essere preso in carico dalle scuole, le quali (come tutti gli uffici pubblici) sono tenute a controllare quanto dichiarato dai genitori, chiedendo conferma all’amministrazione interessata sulle relative certificazioni. In pratica gli istituti, per ogni autocertificazione ricevuta, devono rivolgersi alla Asl di competenza per sapere se ciò che è stato dichiarato dalle famiglie corrisponda alla verità. E’ un lavoro che le scuole non possono svolgere perché il personale in dotazione non è assolutamente sufficiente, neanche per l’attività prettamente didattica: la lunghezza delle pratiche vaccinali, dunque, potrebbe rallentare le iscrizioni e compromettere l’avvio del nuovo anno scolastico. Quello che avrebbero potuto fare tranquillamente le famiglie, in un lasso di tempo molto limitato, è stato ora assegnato al personale ATA scolastico, già oberato di lavoro. Il provvedimento ministeriale è ancor più deficitario se si considera che l’autocertificazione diventa, di fatto, un lasciapassare anche per i bambini e i ragazzi non vaccinati: sia perché nessun genitore a questo punto, confidando nell’impossibilità dei controlli, non iscriverebbe il figlio; sia perché il vicepresidente del Consiglio Salvini ha già “confessato” che farà “di tutto perché i bimbi entrino tutti a scuola a settembre”. Quel “tutti” è un nullaosta onnicomprensivo, cioè prescinde da ciò che dichiareranno o non dichiareranno le famiglie. Sarebbe utile che il ministro della Salute disponesse che i genitori, nelle loro autocertificazioni, indicassero almeno le date delle vaccinazioni.

Osservatorio Antiplagio
Coord. naz. Giovanni Panunzio
Contatti: antiplagio@libero.it – @antiplagioblog