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Ciarlatani pubblicizzati da Mediaset e non spulciati da Striscia: Giovanni Panunzio (Antiplagio) non ha diffamato Antonio Ricci

17 Gen

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Qui in alto Giovanni Panunzio, in basso Antonio Ricci

Venerdì 13 gennaio u.s. il Giudice monocratico del Tribunale di Cagliari, dr. Andrea Deidda, ha assolto – ai sensi dell’articolo 530 del codice di procedura penale – il fondatore di Osservatorio Antiplagio (già Telefono Antiplagio), Giovanni Panunzio, dall’accusa di aver diffamato Antonio Ricci, autore del programma-tv Striscia la notizia, perché il fatto non costituisce reato. Tale piena formula assolutoria rappresenta l’epilogo di un articolato e dibattuto processo penale, conseguente ad alcune presunte frasi diffamatorie, di cui al capo d’imputazione che segue:

<< Del delitto di cui all’articolo 595 – 1°, 2° e 3° comma – c.p. poiché, nella sua qualità di coordinatore del Telefono Antiplagio, redigendo e diffondendo sulla rete internet (mezzo di pubblicità), sito www.antiplagio.org, un comunicato stampa relativo alla trasmissione Striscia la notizia, nel quale si affermava e sosteneva testualmente: “La trasmissione Striscia si dimentica di denunciare i ciarlatani appartenenti alla sua parrocchia, pubblicizzati in ben 200 pagine di teletext di Mediaset. Non è azzardato affermare che parte dei compensi degli autori e conduttori di Striscia la Notizia deriva dai proventi dei sedicenti maghi” (comunicato ripreso e diffuso da altri siti internet), offendeva la reputazione di Antonio Ricci (autore e ideatore della citata trasmissione televisiva), con attribuzione di fatti determinati. In data successiva e prossima al 27 maggio 2010 >>

Il provvedimento di assoluzione fa seguito ad altri pronunciamenti favorevoli a Panunzio, difeso dall’avv. Demetrio Delfino, già intervenuti in procedimenti analoghi con sentenze del 15/6/2012 (Milano, Appello), 5/7/2013 (Roma, Cassazione), 31/10/2014 (Cagliari, Gup) e 23/3/2015 (Cagliari, Gup).
Durante le udienze dibattimentali, protrattesi per oltre un anno, è stata prodotta una mole enorme di documenti che insieme all’audizione di testimoni, tra cui lo stesso Antonio Ricci, assistito dall’avv. Salvatore Pino, hanno ampiamente supportato il verdetto di assoluzione, tecnicamente corretto e conforme alla amplissima attività istruttoria compiuta. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Il comitato di volontariato “Osservatorio Antiplagio” continuerà dunque ad operare nella sua attività di monitoraggio delle pubblicità occulte o ingannevoli e, in particolare, a tutela dei minori contro gli abusi dei “media”.

a.ricci

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Dubbi su “Veline”: Panunzio (Antiplagio) non ha diffamato Ricci (Striscia). Il fatto non costituisce reato.

19 Gen

Image Nella foto l’avvocato Salvatore Pino vede un fulmine a ciel sereno (fonte bergamonerazzurra.com)

Dopo che il 16 gennaio 2014 il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Cagliari, Gianpaolo Casula – in linea con la richiesta della difesa e del pm Marco Cocco – ha sentenziato il non luogo a procedere, perché il fatto non costituisce reato, nei confronti del fondatore di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, dall’accusa di aver diffamato Antonio Ricci (Panunzio aveva messo in dubbio la regolarità della selezione delle “veline” del 2008), Striscia la notizia e l’avv. Salvatore Pino, legale di fiducia di Ricci, hanno diffuso un comunicato. Ad esso hanno risposto il difensore di Giovanni Panunzio, avvocato Demetrio Delfino, ed il suo assistito.

Scrive l’avv. Pino: “Con profondo rammarico, apprendiamo del proscioglimento di Giovanni Panunzio davanti al Gup del Tribunale di Cagliari. Era accusato di diffamazione per avere insinuato che il concorso Veline sarebbe stato caratterizzato da irregolarità nella selezione. La decisione giunge come un fulmine a ciel sereno considerando la gravità delle affermazioni e gli argomenti addotti da Panunzio circa la asserita verifica svolta sulla verità del fatto. Le sue fonti sarebbero infatti, a suo dire, costituite da alcuni blog e siti internet e da telefonate che gli segnalarono voci presenti in rete al riguardo. Ricorreremo certamente in Cassazione per stabilire quali siano i parametri di valutazione del corretto esercizio del diritto di cronaca e di critica, che dalla giurisprudenza è stato sempre riconosciuto solo sulla scorta della prova rigorosa della verità del fatto o, comunque, di un’accurata verifica. Attendiamo dunque con ansia di leggere la motivazione della sentenza”.

Replica l’avv. Delfino: “Rileviamo con particolare meraviglia il comunicato stampa tramite il quale Striscia la notizia ha reso noto il proprio stupore per il proscioglimento del prof. Giovanni Panunzio davanti al G.U.P. del Tribunale di Cagliari in data 16 Gennaio 2014. Lo stesso docente era accusato di diffamazione per avere insinuato che il concorso Veline, edizione 2008-2009, sarebbe stato caratterizzato da irregolarità nella selezione. Ed infatti la decisione del G.U.P. di Cagliari appare corretta, sia in punto di fatto, che in punto di diritto. Il prof. Panunzio non solo ha utilizzato espressioni assolutamente equilibrate e continenti, ma si è rifatto a precise fonti e a numerose segnalazioni ricevute. E’ inoltre davvero di rilievo evidenziare che la decisione del G.U.P. appare perfettamente in linea con la più recente giurisprudenza della Cassazione la quale, guarda caso, ed in particolare la sentenza n. 2125 del 05/07/2013, riguarda altro procedimento tra il prof. Panunzio e il sig. Ricci, conclusosi con il rigetto del ricorso proposto dal medesimo Ricci”.

Commenta Giovanni Panunzio: “Ogni qualvolta una sentenza dà torto ad Antonio Ricci e soci, è un continuo, un profondo, un incommensurabile rammaricarsi, meravigliarsi, sorprendersi e… se conoscete altri sinonimi, aggiungeteli. Sembra che le tribune-tv, da vent’anni a questa parte e dall’alto della loro “tuttologia”, siano diventate più competenti dei tribunali. Comprendo l’ansia dei perdenti, in attesa delle motivazioni del GUP, visto che la Cassazione nel 2013 ha già respinto un loro ricorso contro una sentenza di assoluzione del sottoscritto, accusato sempre e ingiustamente di averli diffamati. Non comprendo invece la loro decisione di ri-ricorrere comunque in Cassazione, se non per alimentare quell’ansia, oltre la rèclame gratuita che mi stanno facendo: è una delle accuse che mi rivolgono regolarmente nelle querele, come se io criticassi Striscia la notizia per farmi pubblicità, pur non avendo niente da vendere. Invece poi sono loro che me la fanno: boh! Attendo dunque anch’io, con ansia, di leggere le motivazioni del mio analista. E a qualcuno, privo di senso dell’humor, faccio notare che la frase precedente a questa era una battuta”.

Image Nella foto Antonio Ricci si auto-tapira (fonte tv.fanpage.it)