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Il Comitato facebook per il NO aveva previsto esattamente il risultato del referendum!

7 Dic

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Il fondatore del Comitato facebook per il NO al referendum costituzionale, Giovanni Panunzio, aveva previsto con estrema precisione il risultato referendario del 4 dicembre scorso.
I pronostici erano due, ed erano stati pubblicati in momenti diversi: nel gruppo facebook “Il satiro” – http://www.facebook.com/groups/1418911151697578 – e nella pagina dell’Osservatorio Antiplagio – http://www.facebook.com/osservatorioantiplagio. Il primo, datato 30 maggio, diceva: “Pensavo che il referendum sarebbe finito 55% NO, 45% SI. Ma ormai il NO viaggia verso il 60”. Il secondo, postato il 19 novembre, è stato azzeccato in pieno: “Al referendum Renzi perderà 41 a 59, e dirà che con il 41% è legittimato a governare ancora”. Entrambi i post (che vedete sopra e in basso) sono ancora presenti nelle rispettive bacheche e riportati nella pagina del Comitato. Ovviamente Giovanni Panunzio non aveva fatto altre previsioni.
Il Comitato facebook per il NO al referendum costituzionale, gemellato con Osservatorio Antiplagio e nato il 2 maggio u.s. in Sardegna, dove tra l’altro è stata registrata la più alta percentuale di No, ha avuto una media di oltre 20.000 iscrizioni al mese, e il 4 dicembre ha superato le 150.000 adesioni. Alla fine della campagna elettorale è risultato il gruppo più numeroso d’Italia.
Cagliari, 7/12/2016
Comitato facebook per il NO al referendum costituzionale
http://www.facebook.com/groups/1000483656706451
Osservatorio Antiplagio
antiplagio@libero.it

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Osservatorio Antiplagio: Lettera ipocrita della Protezione Civile dopo la condanna della Commissione Grandi Rischi

31 Ott

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La lettera aperta dei 253 funzionari della Protezione Civile contro la sentenza che ha condannato la Commissione Grandi Rischi è l’ennesima ipocrisia all’italiana. Dov’erano gli stessi funzionari quando le “cricche” di turno speculavano sul terremoto, mentre quello che è considerato l’ultimo gradino della Protezione Civile, il volontariato autentico, aiutava gli sfollati? Perché i funzionari che adesso si indignano per difendere gli scienziati e se stessi non hanno protestato, allora come oggi, per tutelare i veri volontari e criticare chi si arricchiva su una tragedia? Forse per questi funzionari è più utile stigmatizzare l’operato della magistratura che le “operazioni mediatiche” del Governo e la sua mancata vigilanza sulla ricostruzione? O forse è più facile difendere la scienza e dimenticare il servizio offerto gratuitamente da migliaia di cittadini a proprie spese? La Protezione Civile italiana “presa ad esempio in tutto il mondo” – come dicono i 253 funzionari – non si rende conto che senza l’aiuto del volontariato puro non avrebbe la considerazione che ha. E i funzionari che ora si sentono soli sappiano che è molto più solo chi aiuta il prossimo, mentre qualcuno alle sue spalle fa cassa. Il volontariato in Italia ormai è l’unica “istituzione” di cui i cittadini si fidano, anche se qualcuno fa di tutto per scoraggiarlo. Non sarà il caso che gli oltre 5 milioni di volontari italiani reagiscano per non farsi più strumentalizzare?
Ufficio Stampa Antiplagio
Coord. naz. prof. Giovanni Panunzio
info@antiplagio.org
Tel. 3333665000

Giovanni Panunzio, fondatore di Osservatorio Antiplagio, assolto in appello: non ha diffamato Striscia e Ricci

26 Giu

Il 15 giugno 2012 la Corte d’Appello di Milano, ribaltando la sentenza del 24 febbraio 2011, ha assolto il fondatore di Osservatorio Antiplagio, prof. Giovanni Panunzio dall’accusa di aver diffamato Antonio Ricci e Striscia la notizia. Per i giudici di secondo grado il fatto non costituisce reato. Il 16 febbraio 2006, dopo aver testimoniato al processo contro Wanna Marchi, Panunzio aveva contestato a Ricci, a proposito delle battaglie di Striscia contro i sedicenti maghi, di usare due pesi e due misure, ovvero di dimenticarsi di bacchettare i ciarlatani appartenenti alla sua “parrocchia”, pubblicizzati in oltre 200 pagine del teletext di Mediaset. “Non è azzardato affermare – aveva aggiunto Panunzio – che parte dei compensi degli autori e conduttori di Striscia la notizia deriva dai proventi dei sedicenti maghi”. In primo grado il prof. Panunzio era stato condannato al pagamento di 500 euro di multa e ad un risarcimento di 5.000 euro alla parte civile. Dopo la sentenza dell’assoluzione in appello, Antonio Ricci ha detto che ricorrerà in Cassazione. Giovanni Panunzio si è limitato a dire: “Striscia la giustizia”. Striscia la notizia, invece, ha diffuso una nota in cui ha affermato: “E’ falso che Striscia utilizzi due pesi e due misure, avendo trasmesso di fronte a milioni di telespettatori anche accuse contro maghi pubblicizzati nel teletext di Mediaset”. Osservatorio Antiplagio fa notare che queste asserite accuse di Striscia contro i maghi di Mediavideo, che non ci sono mai state, in ogni caso non possono che essere successive alle dichiarazioni di Panunzio del 16 febbraio 2006, per le quali è stato querelato. E’ Striscia quindi che dice il falso. Lo stesso Ricci infatti, nel processo di primo grado, interrogato dal pm, ha affermato di non sapere che ci fossero maghi che facevano pubblicità su Mediavideo, ammettendo di fatto che non erano mai stati oggetto di alcuna critica da parte di Striscia. Si può essere più furbi? Giovanni Panunzio comunque ha già chiesto ad Antonio Ricci – che a suo tempo aveva immediatamente pubblicato la notizia della condanna di primo grado nel sito di Striscia (www.striscialanotizia.mediaset.it/news/2011/02/24/news_6358.shtml) – di usare la stessa tempestività per pubblicare anche la notizia dell’assoluzione. O Ricci vorrà dare ragione ancora una volta a Panunzio a proposito di “due pesi e due misure”?

Il Gabibbo e Antonio Ricci non sono per niente originali

Il Gabibbo e Antonio Ricci non sono per niente originali