Tag Archives: veline

Dubbi su “Veline”: Panunzio (Antiplagio) non ha diffamato Ricci (Striscia). Il fatto non costituisce reato.

19 Gen

Image Nella foto l’avvocato Salvatore Pino vede un fulmine a ciel sereno (fonte bergamonerazzurra.com)

Dopo che il 16 gennaio 2014 il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Cagliari, Gianpaolo Casula – in linea con la richiesta della difesa e del pm Marco Cocco – ha sentenziato il non luogo a procedere, perché il fatto non costituisce reato, nei confronti del fondatore di Osservatorio Antiplagio, Giovanni Panunzio, dall’accusa di aver diffamato Antonio Ricci (Panunzio aveva messo in dubbio la regolarità della selezione delle “veline” del 2008), Striscia la notizia e l’avv. Salvatore Pino, legale di fiducia di Ricci, hanno diffuso un comunicato. Ad esso hanno risposto il difensore di Giovanni Panunzio, avvocato Demetrio Delfino, ed il suo assistito.

Scrive l’avv. Pino: “Con profondo rammarico, apprendiamo del proscioglimento di Giovanni Panunzio davanti al Gup del Tribunale di Cagliari. Era accusato di diffamazione per avere insinuato che il concorso Veline sarebbe stato caratterizzato da irregolarità nella selezione. La decisione giunge come un fulmine a ciel sereno considerando la gravità delle affermazioni e gli argomenti addotti da Panunzio circa la asserita verifica svolta sulla verità del fatto. Le sue fonti sarebbero infatti, a suo dire, costituite da alcuni blog e siti internet e da telefonate che gli segnalarono voci presenti in rete al riguardo. Ricorreremo certamente in Cassazione per stabilire quali siano i parametri di valutazione del corretto esercizio del diritto di cronaca e di critica, che dalla giurisprudenza è stato sempre riconosciuto solo sulla scorta della prova rigorosa della verità del fatto o, comunque, di un’accurata verifica. Attendiamo dunque con ansia di leggere la motivazione della sentenza”.

Replica l’avv. Delfino: “Rileviamo con particolare meraviglia il comunicato stampa tramite il quale Striscia la notizia ha reso noto il proprio stupore per il proscioglimento del prof. Giovanni Panunzio davanti al G.U.P. del Tribunale di Cagliari in data 16 Gennaio 2014. Lo stesso docente era accusato di diffamazione per avere insinuato che il concorso Veline, edizione 2008-2009, sarebbe stato caratterizzato da irregolarità nella selezione. Ed infatti la decisione del G.U.P. di Cagliari appare corretta, sia in punto di fatto, che in punto di diritto. Il prof. Panunzio non solo ha utilizzato espressioni assolutamente equilibrate e continenti, ma si è rifatto a precise fonti e a numerose segnalazioni ricevute. E’ inoltre davvero di rilievo evidenziare che la decisione del G.U.P. appare perfettamente in linea con la più recente giurisprudenza della Cassazione la quale, guarda caso, ed in particolare la sentenza n. 2125 del 05/07/2013, riguarda altro procedimento tra il prof. Panunzio e il sig. Ricci, conclusosi con il rigetto del ricorso proposto dal medesimo Ricci”.

Commenta Giovanni Panunzio: “Ogni qualvolta una sentenza dà torto ad Antonio Ricci e soci, è un continuo, un profondo, un incommensurabile rammaricarsi, meravigliarsi, sorprendersi e… se conoscete altri sinonimi, aggiungeteli. Sembra che le tribune-tv, da vent’anni a questa parte e dall’alto della loro “tuttologia”, siano diventate più competenti dei tribunali. Comprendo l’ansia dei perdenti, in attesa delle motivazioni del GUP, visto che la Cassazione nel 2013 ha già respinto un loro ricorso contro una sentenza di assoluzione del sottoscritto, accusato sempre e ingiustamente di averli diffamati. Non comprendo invece la loro decisione di ri-ricorrere comunque in Cassazione, se non per alimentare quell’ansia, oltre la rèclame gratuita che mi stanno facendo: è una delle accuse che mi rivolgono regolarmente nelle querele, come se io criticassi Striscia la notizia per farmi pubblicità, pur non avendo niente da vendere. Invece poi sono loro che me la fanno: boh! Attendo dunque anch’io, con ansia, di leggere le motivazioni del mio analista. E a qualcuno, privo di senso dell’humor, faccio notare che la frase precedente a questa era una battuta”.

Image Nella foto Antonio Ricci si auto-tapira (fonte tv.fanpage.it)

Annunci

Cassazione: Perché Antonio Ricci non è stato diffamato da Giovanni Panunzio

1 Ott

Image

La Corte di Cassazione ha pubblicato le motivazioni della sentenza (num. 38971/13) che il 5 luglio 2013 ha condannato Antonio Ricci al pagamento delle spese del processo contro Giovanni Panunzio, fondatore di Osservatorio Antiplagio. Quest’ultimo il 15 giugno 2012 era stato assolto dall’accusa di aver diffamato l’autore di Striscia la notizia.

Era il 16 febbraio 2006 quando Panunzio, dopo aver testimoniato al processo Wanna Marchi, contestò pubblicamente a Ricci e Mediaset di usare due pesi e due misure nelle battaglie di Striscia contro i ciarlatani, ovvero di non attaccare i veggenti e sensitivi appartenenti alla “parrocchia” RTI, reclamizzati in 230 pagine del Mediavideo di Canale 5, Italia 1 e Rete 4, aggiungendo che i compensi degli autori e conduttori di Striscia deriva anche da quei proventi pubblicitari. Per tali affermazioni Antonio Ricci e RTI querelarono Giovanni Panunzio, che il 15 giugno 2012 fu assolto dalla Corte d’Appello di Milano. L’autore di Striscia fece ricorso in Cassazione, ma il 5 luglio 2013 la Suprema Corte ha respinto l’istanza.

Nelle motivazioni, rese pubbliche il 20 settembre scorso, si legge tra l’altro: “La libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantita dall’art. 21 della Costituzione, così come dall’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, include la libertà di comunicare idee o critiche su temi d’interesse pubblico, soprattutto sui modi d’esercizio del potere, qualunque esso sia. In tema di diffamazione – continua la Corte – i limiti del diritto di critica e di quello di cronaca non sono coincidenti, ma risultano invece differenziati, essendo i primi meno elevati dei secondi; quanto più è eminente la posizione o la figura pubblica del soggetto, tanto più ampia deve essere la latitudine della critica. La conformità al vero degli assunti diffamatori – prosegue la Corte – risulta dimostrata, così come vi è traccia di un’attività dell’imputato diretta a riscontrare la verità dell’affermazione circa la mancata effettuazione da parte della trasmissione “Striscia la notizia” di inchieste sugli inserzionisti di Mediavideo. Il riconoscimento del diritto di critica – specifica la Corte – tollera, in altre parole, giudizi anche aspri sull’operato del destinatario delle espressioni, purchè gli stessi colpiscano quest’ultimo con riguardo a modalità di condotta manifestate nelle circostanze a cui la critica si riferisce. Nella specie, la correlazione tra le inserzioni pubblicitarie e i compensi degli autori della trasmissione – conclude la Corte – non appare attacco ad hominem, bensì espressione di quella critica”. 

Giovanni Panunzio ha così commentato: “Questa sentenza rappresenta un nuovo caposaldo della libertà di espressione, la fine del monopolio della critica mediatica e lo smascheramento di un moralismo televisivo ipocrita e farlocco”.

(nella foto in alto, la fantasia e soprattutto l’ispirazione di Antonio Ricci nella “creazione” del Gabibbo 😉

Osservatorio Antiplagio: Madonna “nebulosa” a Striscia la notizia

13 Mag

OSSERVATORIO ANTIPLAGIO – COMUNICATO STAMPA
In un servizio mandato in onda il 9 maggio, Striscia la notizia ha trasmesso un video girato nel cielo terso di Medjugorje, dove sarebbe apparsa un’immagine della Madonna. In realtà si tratta di un cirro, nube della troposfera caratterizzata da filamenti bianchi e isolati che, quando il cielo è sereno, diventano poco estesi e lenti. Queste nuvole sono chiamate proprio “cirri del bel tempo”, e compaiono in situazioni di stabilità meteorologica. La presenza della Vergine quindi è esclusa, sia perché tali nubi assumono da sempre forme di vario tipo, nel caso in oggetto potrebbe essere anche una befana con la scopa, sia perché la Madonna sa bene che la Bibbia è la rivelazione definitiva, e non la smentirebbe mai con una rivelazione privata da dare in pasto a veggenti e creduloni. Tra l’altro la sagoma mostrata, per poter essere visualizzata con nitidezza, è stata contornata elettronicamente da Striscia: la voce dell’insolvenza, quindi, per un giorno è diventata la voce della dissolvenza.
Ufficio Stampa Antiplagio
info@antiplagio.org

Image